Scienza

PAOLO NESPOLI, ORGOGLIO ITALIANO

L’astronauta italiano, in missione per 6 mesi nello spazio.
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(Paolo Nespoli)

Ho visto sul sito internet daily.wired.it le foto che l’astronauta Paolo Nespoli , ingegnere di volo, ci invia direttamente dallo spazio, e devo dire che ne sono rimasta impressionata: l’aurora boreale, le spiagge di Rio de Janeiro illuminate, il gelido Canada coi suoi fantastici paesaggi ghiacciati, il Nilo, lo spettacolare sorgere della luna, da quella distanza sono avvolti da un’aura
irreale, e chissà che effetto hanno su di lui questi luoghi dall’altezza dalla quale li osserva.
Dal 15 dicembre 2010 ha iniziato la sua avventura nello spazio, che durerà sei mesi fino al maggio 2011, coi suoi colleghi Catherine Coleman e Dmitri Kondratiev. Studiare il cervello nello spazio è la nuova sfida di Nespoli, inviato speciale di wired.it e astronauta dell’ESA, Agenzia Spaziale Europea.
L’esperimento, chiamato Neurospat, vuole soprattutto accertare le modalità con cui il cervello si abitua all’assenza di gravità e quali sono le aree deputate al cambiamento, per capire quali sono le aree del cervello che reagiscono ai molteplici cambiamenti della vita quotidiana. Insomma, trasferendo i risultati di Neurospat sulla terra, si comprendono i meccanismi del cervello coinvolti nell’adattamento.
Il 21 dicembre Cady Coleman ha aiutato Paolo Nespoli a prepararsi al primo encefalogramma, registrando l’attività cerebrale con l’elettroencefalogramma, col supporto di un computer dotato di un programma speciale e una visiera per concentrarsi sul pc senza distrazioni visive esterne. Sei mesi tra la terra e il cielo, a circa 400 km di altezza, spinto in orbita coi colleghi da un razzo russo. Per carpire tutti i segreti della casa spaziale si è allenato per oltre due anni tra Huston, Mosca e Colonia.
Con altri cinque astronauti è chiuso nell’appartamento orbitante imbottito di apparati e strumenti per la ricerca scientifica, sospesi in quella fascia della microgravità, in quell’eterna caduta controllata che è l’orbita della ISS (Stazione Spaziale Internazionale), piattaforma orbitante utilizzata per ampliare i confini della scienza, della tecnologia e della medicina verso l’acquisizione di nuovi ed emozionanti traguardi.
Milanese cresciuto in Brianza, Paolo ha ottenuto a New York un Bachelor in Science in Aerospace Engineering nel 1988 e un Master in Science in Aeronautics and Astronautics nel 1989. Nel 1990 ha conseguito una laurea in ingegneria meccanica presso l’università di Firenze. Una curiosità: ha ispirato a Oriana Fallaci il personaggio di Angelo nel romanzo Inschallah. L’astronauta è partito il 15 dicembre 2010 dal cosmodromo di Baikonour, in Kazakistan, a bordo della navicella Soyuz , e resterà in orbita fino al prossimo maggio sulla ISS.
Il laboratorio spaziale è più grande di un campo di calcio, e spesso nitidamente visibile a occhio
nudo durante i suoi passaggi notturni sul continente europeo.
Beato Paolo che se ne sta nello spazio a lavorare per l’umanità.
Quando tornerà quaggiù, dopo 6 mesi, chissà che non gli venga il desiderio di fuggire da questo mondo crudele e tornare lassù, tra le stelle…
 
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