Scienza

….63 anni luce!…….siamo soli o c’è qualcun altro?….

Sirenetta di Marte63 anni luce…

63 volte la distanza che la luce copre in un anno…..una distanza inimmaginabile! …..incalcolabile!…..le cronache dicono che siamo ai limiti dell’universo ma, forse, in assenza di nozioni più approfondite, (non tutti sono astronomi), hanno sbagliato in difetto perché è pur vero che la distanza “ci sembra“ infinita, ma coloro che sono addentro agli studi di astronomia, sanno che, nel cosmo, esistono distanze ben superiori; comunque, in questo caso, l’oggetto è un’altra cosa. A 63 anni luce da noi, quindi al di fuori del Sistema Solare, questo è certo, e al di fuori della galassia che lo comprende, ed anche questo è certo, è stato scoperto un altro pianeta che, agli esami spettroscopici, mostra l’aspetto esteriore simile a quello della Terra, colore blu cobalto per cui, quindi, al pari della Terra, è stato soprannominato, “un altro pianeta azzurro”……dunque, la notizia è di quelle destinate ad aggiungere a cognizioni astronomiche consolidate delle novità e ad alimentare, di conseguenza, la fantasia del popolo a digiuno di cognizioni scientifiche. Sono almeno cinquanta, sessanta anni che il popolo “sogna”, sulla base dei vari avvistamenti degli “UFO”, di cui mai è stata dimostrata scientificamente l’esistenza, e sulla base di una pur sempre pseudo-cultura, che affonda le sue radici anche nella scuola dello stato, la presenza o, meglio, l’esistenza di esseri viventi extraterrestri che possano, non essere uguale a noi, esseri umani, di cui non si è ancora scoperta l’origine, ma essere rapportati alla nostra specie e oggi, questa scoperta incrementa questo fenomeno. Hanno fatto la loro parte i menzionati avvistamenti di UFO che, però, invece di stimolare il popolo alla ricerca e alla conoscenza critiche, lo hanno spinto al miraggio e all’illusione di altre presenze o esistenze simili alla nostra e, infatti, sulla base di determinati ragionamenti più pseudo-filosofici che scientifici, la convinzione che fosse frutto della superbia il ritenersi l’unica specie vivente nell’Universo, il popolo ha cominciato a pensare che l’umanità non fosse sola e che ci fosse qualche altra specie, oltre la sua, in questa immensità senza confini. Il fenomeno ha incrementato, ovviamente, l’insorgenza e l’incremento di una corposa letteratura sull’argomento e di una meno corposa, ma pur sempre consistente produzione cinematografica che, per sostenere l’argomento, ha inventato situazioni e personaggi, l’ultimo dei quali potrebbe essere quel mostro di E.T. Su cosa erano basate le concezioni che hanno dato vita a questo enorme fenomeno, che è stato anche caratterizzato da momenti di qualità e di arte? L’abbiamo detto, più cultura popolare che ragionamento su basi scientifiche anche se elementari e non è da sottovalutare il fenomeno della ricerca al di là dei nostri confini, di una risoluzione o di una popolare rivalsa a problemi sociali che sempre hanno assillato la nostra povera e pur sempre cosmica dimensione. Oggi, al di là di questo grande ma, allo stesso tempo, piccolo fenomeno della nostra povera dimensione, abbiamo una scoperta indubbiamente eccezionale; i mezzi di rilevazione tecnica sono progrediti molto dal primo e rudimentale  telescopio di Galilei del 1609 e quelli di oggi, il Radiotelescopio e il Telescopio cosmico, hanno spinto le nostre capacità di vedere là dove finisce la dimensione spazio e inizia la dimensione tempo e ci hanno concesso di sapere che alla bella distanza di 63 anni luce da noi, esiste un pianeta che, all’aspetto esteriore, assomiglia alla Terra. Che cosa c’è di concreto, che cosa significa?…c’è qualcun altro oltre a noi, in questo “piccolo” ma incommensurabile universo? Quel poco di cultura scientifica che è potuta arrivare al popolo, possiamo dire che abbia dissipato la certezza dell’esistenza dei marziani che incuteva terrore e, allo stesso tempo, affascinava la fantasia e che il mistero che si cela dietro quella “sirenetta” che, in momenti sociali difficili, ha dato volto e sembianze a quegli esseri mostruosi ipotizzati, non vada oltre ad un effetto luminoso particolare captato dalla fotocamera ultra sensibile del rover Spirit e non di una bella marziana che faceva concorrenza ai suoi complanetari mostri per sedurre gli umani terrestri; sulla Luna, probabilmente, oltre ad una sonda meccanica non ci è andato nessuno….probabilmente!……ma è stato sufficiente per dimostrarci che, anche lì, non c’è niente e nessuno, se vogliamo escludere qualche “testa calda” della nostra povera specie che si affanna tanto per dire di fare gli interessi della collettività mentre fa soltanto i suoi, ma quella, più che “stare sulla Luna”, sta attaccata alla sua poltrona, quindi?!…..le sonde mandate oltre questo livello, dopo mesi o anni di viaggio interplanetario, hanno confermato grosso modo la natura, che già si conosceva, degli altri pianeti che, accomunati alla Terra, nel loro moto rotatorio attorno al Sole, fanno parte di un sistema, originato dal Big Bang, in continua evoluzione e in continua espansione; punto…..ma….allora?…..questo “63 anni luce”?……la vita, per nascere e per esistere, ha bisogno di condizioni biologiche e ambientali ben precise che, sulla nostra grande e pur sempre piccola Terra, ci sono e che nell’immensità dello spazio danno al nostro pianeta la colorazione “blu-cobalto” per ottenere la quale interagiscono il riflesso degli oceani, colpiti dalla luce solare, e la rifrazione dei raggi solari nell’atmosfera. La stessa colorazione può essere data anche da altri elementi completamente diversi e, infatti, gli esami spettroscopici hanno individuato, in questo “63 anni luce”, la stessa colorazione ma proveniente o causata da sistemi gassosi non meglio identificati che definiscono, la natura di questo pianeta, come ancora in formazione, come poteva essere la Terra miliardi di anni fa, subito dopo il famoso Big Bang. Sulla Terra i gas rarefatti, nella loro evoluzione, hanno dato origine alla materia e da lì, la storia, più o meno, la conosciamo un po’ tutti, per cui?!….ma su questo pianeta, troppo presto visto come altra “oasi” nella muta e fredda immensità interplanetaria, di quegli elementi, culla della vita……almeno, al momento attuale…….nemmeno l’ombra, per cui di esseri viventi che ci facciano compagnia in questa buia immensità cosmica ….nemmeno a parlarne, ma…..al tempo!……facendo riferimento alle leggi di Einstein, facciamo un momento di fantascienza anche noi…. “al momento attuale”….ma il “momento attuale” per noi, sarebbe, per il pianeta, 63 anni fa, ma 63 anni “luce”, però, che non è più distanza spaziale ma diventa distanza temporale per cui, sulla base di questo concetto, dobbiamo calcolare che i segnali di questo pianeta ci arrivano dal passato in quanto noi, oggi, “vediamo” il pianeta come si presentava 63 anni fa ma possiamo calcolare a quanti miliardi di anni di evoluzione del pianeta corrispondano i 63 anni luce che i segnali del pianeta impiegano ad arrivare fino a noi? È questo il concetto molto astruso e difficilmente recepibile che deve fungere da “chiave” di “lettura” del fenomeno della dimensione “tempo” e permetterci di considerare la possibilità che su questo pianeta possa esserci nata la vita. La relatività ristretta di Einstein, E=mc2, ci dice, e l’esperienza lo conferma e lo dimostra, che il tempo è relativo, il che significa che mentre sulla superficie terrestre è passato un minuto, questo tempo, a bordo di un apparecchio è già di alcuni milionesimi o millesimi di minuto più breve e, per fare un esempio più comprensibile, se un missile copre la distanza dalla Terra ad una stella in ventiquattrore, quelle ventiquattrore, sulla Terra si trasformano in un tempo estremamente più lungo. Certo, è una considerazione che sulla breve distanza….non si avverte proprio ma è questa la considerazione che può fornirci qualche ipotesi di valutazione di quanto possa essere cambiato il pianeta nell’intervallo di tempo in cui i suoi segnali giungono sulla Terra. Quell’intervallo di tempo a quanti miliardi di anni di evoluzione corrisponde?….vi è potuta nascere la vita?….e di che specie?….ma per avere una risposta al nostro interrogativo, occorrerebbe aspettare un altro tempo uguale che nella nostra piccola realtà del tempo terrestre, non sappiamo nemmeno quanto potrebbe essere.

 

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