Politica

Renzi sfida i sindacati

Dal primo giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi, Renzi non ha mai nascosto la sua contrarietà nei confronti del ruolo e della funzione dei segretari generali dei sindacati confederali.

Roma, 26 agosto – Non è un mistero per nessuno che in questi ultimi decenni i dirigenti di CGIL, della CISL e della UIL, hanno sempre fatto il bello ed il cattivo tempo, condizionando la politica economica e sociale dei vari governi di centro, di destra e di sinistra.

Ai loro diktat non hanno potuto sottrarsi nemmeno gli imprenditori, costretti a sacrificare sull’altare della pace sindacale, molte iniziative che avrebbero certamente favorito la crescita e lo sviluppo delle loro aziende.

Chi ha avuto l’opportunità di arrivare ai vertici delle tre organizzazioni più importanti, ha sempre trovato le porte spalancate nel management italiano, oppure, in alternativa, la disponibilità di un seggio sicuro in Parlamento.

Emblematico il caso in cui un ex segretario della CISL che da semplice impiegato civile presso il Ministero della Marina Militare, è riuscito a scalare la presidenza di un colosso della nostra industria di Stato,  non certo per qualità meritocratiche.

Adesso, la mannaia della “spending review” sta per abbattersi  sulla rappresentanza sindacale nella pubblica amministrazione, preannunciando un taglio netto del 50 %, con al seguito un blocco degli adeguamenti degli stipendi dei dipendenti pubblici.

La reazione della Camusso, di Bonanni e di Angeletti, è stata immediata e molto severa, minacciando all’unisono di scatenare un autunno molto caldo, come se gli Italiani non avessero già altri gravi problemi da risolvere.

Nella circostanza, però, bisogna dare atto alla puntuale e sarcastica risposta del Presidente del Consiglio. il quale ha candidamente affermato che “dopo un’estate fredda e molto piovosa, un autunno un po’ caldo non dovrebbe spaventare più di tanto”.

Questo fine settimana si preannuncia molto importante perché qualora tutti i punti inseriti nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri, venissero approvati, assisteremmo ad una svolta epocale della politica di Renzi e del suo governo.

 

 

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