Politica

Referendum costituzionale, si ma manca la legge elettorale

Esito e conseguenze

Come avevamo chiaramente scritto e anticipato, il Referendum costituzionale nonostante gli scrutini ancora in corso, si è concluso con una netta vittoria del SI!

Il Referendum ha quindi sancito l’entrata in vigore definitiva della legge già approvata in precedenza da entrambi i rami del Parlamento italiano, dal titolo: “Modifiche agli articoli 56,57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei Parlamentari “.

Si tratta quindi di un cambiamento importante nella storia del Parlamento italiano, in termini ovviamente solo numerici, decretato da circa due terzi degli elettori votanti.

Va però ricordato che tale Referendum è stato richiesto da un gruppo di parlamentari che facevano parte della maggioranza che aveva approvato la legge!

La coerenza non ispira evidentemente i comportamenti di tali parlamentari (prima favorevoli alla legge, poi contrari nel richiederne il pronunciamento referendario di abrogazione !).

Ma tant’è!

Ora che le bocce son ormai ferme, vediamo di analizzare la situazione attuale unitamente alle relative implicazioni.

Il numero dei parlamentari dovrà essere necessariamente ridotto e pertanto dovrà essere approvata una nuova legge elettorale, in quanto risulta ormai obsoleta quella paradossalmente ancora vigente!

Ancora un nuovo prodigio quindi della nostra classe politica che avrebbe potuto/dovuto, per trasparenza e certezza, proporre al giudizio degli elettori il cambio del sistema parlamentare in questione, unitamente ad una nuova legge elettorale che ne avrebbe previsto l’applicazione!

Si evince quindi che non si potrà votare in futuro senza una modifica sostanziale che adegui la legge elettorale al responso referendario!

Auguriamo quindi un buon lavoro a tutti gli addetti ai lavori, che si preannuncia tuttavia tutt’altro che agevole!

Vediamo perché.

Per varare una nuova legge elettorale è necessaria ovviamente una maggioranza parlamentare che la elabori, la presenti in parlamento e la approvi!

L’attuale maggioranza di Governo è quindi ormai chiamata a elaborare una nuova legge elettorale che non condanni nessuno dei suoi stessi componenti.

Questi non approverebbero ovviamente un nuovo sistema elettorale che avesse l’effetto di condannarli attraverso soglie di sbarramento inopportunamente già proposte in commissione parlamentare dai due partiti principali della coalizione governativa!

La trattativa intergovernativa si preannuncia pertanto oltremodo complicata .

C’è poi da aggiungere che un’eventuale crisi di Governo, ingarbuglierebbe ulteriormente il già confuso quadro politico, con esiti imprevedibili sia in chiave di stabilità di governo sia in chiave elettorale!

C’è così il rischio che i partiti, dopo aver votato in maniera compatta il cambiamento costituzionale (prima in sede parlamentare e poi in fase referendaria), non sapranno gestirne le conclusioni e le conseguenze!!!

 

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