Politica

Discriminazione territoriale: al politico è permessa, al tifoso no!

Roma, 27 febbraio – Se sono i politici ad ostentare la discriminazione territoriale va tutto bene! Nessuno se ne accorge anzi, meglio dire che tutti fanno finta di niente.

Dopo l’assurda sanzione inflitta ai tifosi della Roma che si sono visti sottrarre un loro sacrosanto diritto, quello di assistere alle partite di calcio della loro squadra del cuore dopo aver speso centinaia di euro per acquistare una tessera di abbonamento, a seguito delle rivendicazioni del Sindaco di Roma Ignazio Marino sulla tardiva attuazione del decreto Roma Capitale che sta mettendo la città in ginocchio, un esponente della Lega ha dichiarato: “Nerone sarebbe un ottimo commissario per Roma”.

Ciò fa emergere ancora di più l’assurdità del provvedimento che la giustizia sportiva ha emanato per arginare le “presunte” discriminazioni territoriali che vengono perpetrate all’interno degli stadi in occasione delle partite di calcio.

Ma i politici non dovrebbero dare l’esempio? Se un deputato parlamentare dichiara cose del genere è chiaro che può essere emulato. O certe cose si possono esprimere tranquillamente fuori dagli stadi o meglio, in luoghi la cui risonanza è ben più elevata che all’interno di una struttura sportiva?

Stiamo vivendo un periodo molto confuso nel quale i provvedimenti emanati in determinati ambiti vanno a sbattere con quello che è la realtà e, soprattutto, con lo stile comportamentale di coloro che dovrebbero dare l’esempio.

Qual è la sanzione da infliggere al deputato leghista? La più logica sarebbe quella di vietare a tutti i deputati della lega di partecipare per due turni alle sedute della camera!

Sarebbe veramente ridicolo,  ma sicuramente meno ridicolo del provvedimento che obbliga dei cittadini a rinunciare ad un loro diritto!

 

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