Politica

Covid-19: colpa dell’uomo o del pipistrello?

La probabile verità sulla pandemia da Coronavirus

Lussemburgo, 1 aprile 2021 – La tanto attesa missione in Cina degli scienziati designati dall‘OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si è finalmente conclusa.

Essa doveva appurare, una volta per tutte, le cause della pandemia da Coronavirus o, quanto meno, doveva acquisire preziosi dati originali sul virus che continua a flagellare l‘umanità.

Al termine di lunghe trattative preliminari da parte dell‘OMS con le autorità cinesi competenti, nello scorso febbraio sono  sbarcati a Wuhan gli esperti virologi designati dall‘OMS.

Che in precedenza erano stati comunque passati al vaglio del diritto dì veto preteso e ottenuto dalle  autorità cinesi. Dunque in Cina sono arrivati solo virologi graditi al regime.

Il perché della scelta di Wuhan è ovviamente scontato, visto che è lì che presumibilmente la pandemia ha avuto inizio.

Al lettore assiduo non saranno certo sfuggiti gli articoli a suo tempo pubblicati su www.attualita.it sui tanti dubbi riguardanti l‘insorgenza ed il pronto propagarsi della pandemia.

In tali articoli avevamo in particolare avanzato l‘ipotesi di una fuga del virus da un laboratorio della città di Wuhan!

Ora è arrivata l‘attesa presa di posizione ufficiale dell‘OMS sulle conclusioni della missione del suindicato team di virologi in Cina.

In questa occasione il Direttore dell‘OMS, Tedros Ghebreyesus, ha espresso severe critiche nei confronti della Cina per l‘insufficiente condivisione dei dati sul Covid-19 in suo possesso.

Il Direttore ha avanzato anche un‘ufficiale richiesta di aprire un‘inchiesta sull‘ipotesi di una fuga del virus da un laboratorio cinese.

E poi ha auspicato nuove missioni in Cina di esperti che l‘OMS sarebbe pronta a promuovere.

Ha quindi aggiunto di aspettarsi in tali future occasioni “Una piena collaborazione da parte cinese che includa una condivisione dei dati tempestiva e completa”.

Da parte sua, in una nota ufficiale, l’Unione Europea ha sottolineato “La necessità di condurre nuove indagini e di aver accesso a tutti i luoghi appropriati ed a tutti i dati disponibili”.

Contemporaneamente, in una dichiarazione congiunta,14 Stati (Australia, Gran Bretagna, Canada, Giappone, Corea del sud, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Israele, Lettonia, Lituania, Norvegia, Slovenia e Stati Uniti) hanno espresso “Le loro preoccupazioni condivise” sulla missione svolta a Wuhan nello scorso febbraio, sottolineando che questa “sia stata„ notevolmente ritardata e non abbia avuto accesso a dati e campioni completi ed originali”.

Pronta è stata ovviamente la risposta da parte cinese, in cui è stata affermata la completa regolarità dello svolgimento della missione in questione, con l‘invito esplicito a cercare altrove (“in più Paesi”) le origini del Covid-19.

Questo è per ora lo stato attuale delle cose, che risente indubbiamente di elementi politicizzati di varia origine e di rilevanti risvolti di natura politico-economica.

A questo punto è necessario esternare una personale considerazione riassuntiva.

Dopo un anno e mezzo dall‘inizio della pandemia abbiamo una sola, ma importante, certezza: il Covid-19 proviene sicuramente dai pipistrelli.

Ma per essere trasmesso da questi all‘uomo, è necessario l‘intervento di un “animale-ponte” che riceva il virus dal pipistrello e sia in grado di trasmetterlo successivamente all‘uomo.

E finora, nonostante tutte le ricerche svolte sulle specie animali suscettibili di fare da “ponte”, non ne è stata trovata nessuna che sia stata contagiata dal virus di pipistrello in questione.

Se si accettasse questa semplice verità fin qui riscontrata, rimarrebbe soltanto l‘ipotesi che il virus sia stato modificato in laboratorio da parte dell‘uomo al fine dì renderlo (a questo punto, sì!) trasmissibile agli umani!

Fino ad ora, e fin dall’inizio dei tempi, il maggior pericolo per l‘umanità è sempre stato rappresentato dall‘uomo stesso!

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