Politica

CON I FRANCHI TRADITORI (SCUSATE: TIRATORI) IL GOVERNO BATTUTO SULL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

“Dobbiamo far capire a Berlusconi che senza i voti di Fini non va da nessuna parte” ha detto Italo Bocchino, capogruppo alla Camera del nuovo patito di Fini, Futuro e libertà.

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Questa la dichiarazione di Italo Bocchino: “Dobbiamo far capire a Berlusconi che senza i voti di Fini non va da nessuna parte”.

 
La sinistra comunista e radicale, unita agli Udc di Casini e l’Idv di Di Pietro e, principalmente, con la complicità dei finiani di Futuro e Libertà, battendo il Governo, è riuscita a far approvare tre emendamenti sul trattato di Amicizia Italia-Libia.
 
Così, con le tre sconfitte, il Parlamento impegna il governo a rivedere il trattato di amicizia Italia-Libia e “a sollecitare con forza le autorità di Tripoli affinché ratifichino la Convenzione Onu sui rifugiati e riaprano l’ufficio dell’Unhcr a Tripoli quale premessa per continuare le politiche dei respingimenti dei migranti in Libia”; ” sospendere la politica dei respingimenti dei migranti in Libia, anche alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, dato che tale politica viola sia il principio fondamentale di non respingimento (non-refoulement) previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 1951 (ratificata dall’Italia nel luglio 1954) e considerato un principio di diritto internazionale generale, sia il pieno accesso alle procedure di asilo nell’Unione europea” e  ” a chiarire i termini degli accordi relativi ai pattugliamenti congiunti in corso, in particolare per quanto riguarda la catena di comando e le regole d’ingaggio, incluso l’uso delle armi durante tali operazioni; ad attivarsi, sia attraverso i contatti bilaterali con Tripoli, che a livello internazionale, per ottenere che la Libia riconosca i confini marittimi sanciti dal diritto internazionale e consenta ai pescatori siciliani di pescare legalmente in acque internazionali senza il rischio di subire attacchi armati o il sequestro dei pescherecci”.

Tradotto: frontiere libere, peggio dei tempi del Governo prodi, quando l’Italia era un colabrodo e Fini gridava alla sicurezza dello Stato.

 
In aula, il voto dei finiani è stato applaudito da ambedue gli schieramenti.
La sinistra, che ringrazia quello che in altri settori è chiamato “piede di porco”, perché consente di scardinare e demolire il Governo.
Dalla destra, in segno di riconoscimento della qualità di “liberi interpreti del voto dei cittadini che li hanno votati” e che certamente con questo voto si identificano ancora con Fini, ora Presidente della Camera, ed i suoi.
 
Da spettatori, ci chiediamo: i seguaci di Fini, hanno votato perché condividevano il principio di legge presentato dalla sinistra ed approvato?
 
La risposta ovvia è tutta raccolta nella dichiarazione di Italo Bocchino. Se viene concessa anche a noi la “libera interpretazione”, significa: non condividiamo, ma così facendo  diamo una lezione a Berlusconi che senza di noi, cade anche se non si può ancora farlo  cadere prima di aver raggiunto il minimo indispensabile per la pensione.
 
Già, ma ci pare che del governo Berlusconi, fanno parte alcuni seguaci di Fini, fra cui un Ministro e dei sottosegretari, che in piena coerenza, non si sono ancora dimessi (alcuni amici malpensanti, mi hanno detto che forse hanno paura di perdere le laute ricompense extra e non avendo più la casa a Montecarlo, non sanno dove svernare!)
 
Che vergogna! La politica non si fa per il bene dei cittadini ma in relazione a quanto si può ricavare, ovviamente politicamente!
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