Politica

Fibrillazioni nel PD dopo le primarie in Campania

pd campania elezioni regionaliRoma, 7 marzo – Pur non essendo un giurista, né un costituzionalista e nemmeno un penalista, mi sento egualmente autorizzato ad affermare e credere che in un Paese libero, civile e democratico,  come il nostro, tutte le leggi in vigore vanno rispettate ed applicate “erga omnes”, a prescindere dalla loro equità,  presunta o reale che sia.

La vittoria dell’ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, nelle primarie del PD per la candidatura nelle elezioni regionali della Campania, sta creando molte fibrillazioni e forte imbarazzo all’interno del partito e si potrebbero avere sviluppi imprevedibili.

Infatti, la tanto bistrattata “legge Severino” (i più critici l’hanno definita “demenziale”), prevede, com’è noto, che chiunque abbia riportato una condanna, anche soltanto in 1° grado, non possa ricoprire cariche ed incarichi pubblici.

È bene ricordare che questa legge è stata approvata soltanto un paio di anni fa durante il governo Monti, non nell’altro secolo ed è già stata applicata anche nei confronti di personaggi di primo piano, come il capo carismatico del centro-destra italiano, Silvio Berlusconi.

Va aggiunto, che in quella circostanza il governo era sostenuto da una coalizione di centro-sinistra, nella quale l’azionista di maggioranza era proprio il PD che oggi si strappa le vesti e non recita il “mea culpa”.

Ora, il cosiddetto “sindaco sceriffo” di Salerno, chiede a gran voce la modifica radicale della stessa legge, che prende il nome dell’ex ministro della Giustizia Paola Severino, e, tutto sommato, si capisce anche il perché.

Ma mentre il Presidente del Consiglio Renzi ha già puntato i piedi escludendo pubblicamente qualsiasi modifica, l’autorevole ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha lasciato aperto qualche spiraglio, per cui non si è assolutamente in grado di prevedere come andrà a finire.

L’intricata matassa potrebbe essere dipanata da un successo del candidato avversario ed ex governatore della Regione, Stefano Caldoro, di Forza Italia, ma con l’aria che si respira anche nel centro-destra, non sarà certo facile.

Un’altra soluzione sarebbe l’accantonamento di De Luca e presentando come candidato il 2° classificato, Andrea Cozzolino, ma la direzione del PD ne uscirebbe con le ossa rotte.

Il disorientamento e l’indignazione degli elettori di centro-sinistra sono comprensibili e giustificabili,, per cui un  rimedio od un “capro espiatorio” va trovato, e subito.

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