Politica

ABOLIRE IL “METODO CALIGOLA”

Di fronte a gravi problemi sociali (disoccupati e cassintegrati in aumento, pensionati allo stremo, scuole e atenei statali senza fondi e via dicendo) il Governo ha preferito dare priorità al decreto legge sul federalismo municipale (definito “irricevibile” dal Presidente della Repubblica).
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Una scelta che può trovare una spiegazione solo nella logica di mantenimento di “poltrone”.
È una logica che alimenta il rissoso scontro in atto tra i titolari delle funzioni istituzionali.
Tutti dichiarano di aver ragione.
Nessuno ha il coraggio di affermare che la causa principale di questa crisi é costituita dal fatto che l’istituto della rappresentanza popolare è inficiato “in nuce” da una scandalosa legge elettorale (che favorisce le oligarchie) e dall’assenza di un limite temporale  (ad esempio, cinque anni) nella permanenza dei cittadini nelle cariche pubbliche.
C’é gente che siede sulle “poltrone” da molti decenni, con un’avidità di potere che fa spavento.
Il record appartiene ad un senatore “a vita” che da 65 anni consecutivi é assiso in Parlamento. Quanto ci costano le “poltrone” di questa Repubblica?
È da questa sconcertante “prassi” politica che bisogna partire per avviare seriamente il discorso sulle riforme.
Ai “rappresentanti” del popolo chiediamo: quanti cittadini conoscono con esattezza il significato giuridico-amministrativo di “federalismo municipale”? Quanti nuovi posti di lavoro verrebbero creati da tale federalismo? E poi, facciamo bene attenzione. Il federalismo proposto dalla Lega Nord mira, in prospettiva, alla secessione della Padania. Non ha, pertanto, nulla in comune con il federalismo proposto da Mazzini, da Cattaneo e da Salvemini, che persegue il fine di rafforzare l’Unità d’Italia, in un contesto di solidarietà socioeconomica tra regioni ricche e regioni povere e con l’impegno costante di moralizzare la gestione del potere.
Dal punto di vista tributario, i contribuenti italiani sono spremuti come limoni.
Perchè? Semplice. Bisogna pagare laute indennità ad un migliaio di parlamentari e ad una marea di assessori regionali, provinciali e comunali, i quali (anziché in metro e bus) viaggiano, a nostre spese, in auto blu.
Bisogna pagare, poi, lauti vitalizi agli ex parlamentari, agli ex ministri, agli ex assessori e a tanti altri ex.
Ma lo scandalo non finisce qui. I soldi tagliati in Finanziaria alla Scuola, all’Università, alla Polizia, alla Sanità, alle pensioni, sono stati “abilmente” dirottati per ristrutturare chiese cattoliche, per finanziare scuole cattoliche, per sovvenzionare enti privati di vario genere gestiti dagli “amici” dei potenti.
Lo sapevate che alla scuola padana Bosina sono stati assegnati 100.000 euro?
Vi rendete conto che queste elargizioni alimentano lo squallido “mercato” dei voti di scambio? Vogliamo ammettere, finalmente, che elezione é fonte di corruzione?
Ecco perché il Movimento Salvemini insiste nel proporre la madre di tutte le riforme: la demo-sorte-merito-crazia.
È davanti agli occhi di tutti che l’Italia é diventata “de facto” una repubblica oligarchica fondata sul famigerato “metodo Caligola”.
La demo-crazia è stata trasformata in lobby-pluto-crazia.
L’informazione é manipolata da potenti lobby per addomesticare l’opinione pubblica.
Gruppi privati (i partiti politici che occupano la “stanza dei bottoni”) si sono impadroniti dell’azienda pubblica RAI, lottizzandola spudoratamente.
Hanno usurpato un servizio pubblico, sperperando denaro pubblico.
Auguriamoci che la Magistratura cominci ad indagare anche su queste gravi ipotesi di reato.
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