Poesia

Sulla tua soglia

tomasino sulla tua soglia 10 04 2016

Sulla tua soglia

(a mio Padre)

Sono ad un passo dall’assaporare
il nero del tuo buio,
un antico tormento
che mi strappa dolore,
dove il cuore batte
e temo ogni volta
il perpetuo distacco da te.

Sono qui
e mi accenni dolce
un mesto sorriso,
mi guardi,
ma non mi vedi più.

Il tuo sguardo è stanco,
smarrito in un tempo
non tempo,
che si beffa di me,
ma senza ironia.

Non riconosci più il sole,
per te il suo ardore
che trasuda vita
è calore di fiamma lontana.

Dimmi dove sono andati
i tuoi veri sorrisi,
le nostre risate, le tue carezze,
i tuoi brontolii, i nostri discorsi.

Sei lì seduto prigioniero
di infinite ore consumate
ad ascoltare la voce delle ombre,
aspettando che lei,
l’algida eterna tenebra,
ti prenda per mano.

E mi si stringe il petto
quando davanti a me
piangi come un fanciullo,
senza più udire altro
che fuori dalla finestra ogni rumore,
mentre anch’io qui sono vita.

E non vuoi ricordare
neanche il blu del mare,
le onde, le reti, i pescherecci,
le cose che amavi tanto.
Non c’è più il risveglio di primavera
né il calore dell’estate.
Resta solo l’autunno,
tra le foglie che cadono,
e l’inverno dei ricordi
di ferite mai chiuse.

Non c’è pace né saggezza
nel tuo dolore,
ma monito per me a vivere
il resto dei miei giorni con amore,
come se oggi fosse sempre l’ultimo.

GabriellaTomasino@DirittiRiservati

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