Cultura

ROBERTA CONI con la mostraLa materia dello sguardo

Scuderie Aldobrandini per l’arte Frascati (Roma) dal 19 Dicembre 2009 al 3 Gennaio 2010

 (polittico – omaggio a Vermeer)

Da sabato 19 dicembre le Scuderie Aldobrandini per l’Arte ospiteranno la mostra La materia dello sguardo, personale della giovane artista romana Roberta Coni, che raccoglie un importante nucleo di quadri realizzati nel corso del 2009. 
La mostra, patrocinata da
l’Assessorato alle Politiche Culturalidel Comune di Frascati, sarà curata da Lorenzo Canova.
Il lavoro di Roberta Coni nasce da una lunga ricerca verso il profondo e l’interiorità, in una dimensione psicologica che fonda con intensità la sua pittura, in un percorso dove le scelte stilistiche hanno seguito l’evoluzione del suo personale linguaggio iconico.
La materia dello sguardo
, un gioco di parole teso a sottolineare la materia fisica dei lavori di Roberta Coni, in cui la ricerca pittorica indaga non solo la forma ma anche la materia stessa, infatti l’artista utilizza una tecnica mista di olio, colla, acrilico e cera fusa, che rendono l’impasto e la texture pittorica più densa e corposa. Inoltre materia nel senso più metafisico del termine, come indagine  sull’essere umano, che attraverso lo sguardo si apre allo spettatore.  
Benché abbia una contemporanea attenzione alle soluzioni offerte dalle tecnologie digitali, 
Roberta Coni dà molta importanza e forza alla qualità della pennellata che nel tempo si è arricchita di nuove vibrazioni del tessuto pittorico dove le rughe e le pieghe dell’epidermide, le luci su un orecchino o i riflessi dell’iride sono dipinti con la liquida e palpitante stesura di un colore che riesce a essere nello stesso tempo corposo e lieve.
Le opere esposte in mostra saranno circa una dozzina di grandi dimensioni (140x200cm), polittici scomposti in tele di 4 ognuno ed un grande polittico, un omaggio al pittore Vermeer,  formato da 4 grandi quadri (140×200 ognuno). Saranno visibili inoltre alcuni studi degli stessi quadri, di dimensioni ridotte.
Elemento principale e caratterizzante del lavoro di Roberta Coni è senza dubbio il ritratto, ma in realtà i soggetti si trasformano in  tipi fissati in volti che l’artista cattura e poi rielabora.
Pretesti per raccontare, suggerire un inconscio che prende forma reale e tangibile tra le pieghe di un volto anziano piuttosto che sul volto liscio di un’adolescente.
Come dice nel testo in catalogo Paolo Crepet, suo collezionista “L’opera di Roberta Coni ha un effetto dirompente, tanto quanto quel primopiano che nemmeno una sequenza cinematografica riesce più a ridare nella sua inquietante supremazia. Anzi, è molto più di un primopiano, è uno scavo impietoso, un avvicinamento analitico cui non sfugge nulla né l’ambiguità del male, né il languido disorientamento dell’innocenza.
Perché da vicino le ombre non bastano più a coprire e le luci non sono sufficienti a svelare. In un’epoca in cui tutto è virtuale, in cui la distanza è diventata necessaria, morbosamente necessaria, è singolare che un’artista voglia avvicinare il suo io a quello della persona ritratta.”
 
 
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