Cultura

L’epopea del grande generale G.C.Marsha​ll in un interessan​te libro di due giovani autori

Modello Bellico AmericanoSegnalo, tra le interessanti proposte editoriali di questa estate, ” Il modello bellico americano- relazioni del generale G. C. Marshall; strategie ed operazioni” di Umberto Bisetto e Mauro Caporello – Edizioni Aurelia, Asolo.

I giovani autori non sono due specialisti della materia, bensì due appassionati cultori, che evidenziano cospicue doti intellettuali e di amore per la cultura e, segnatamente, per la storia militare. In storia militare, che è ambito storico settoriale, di certo particolare e difficile, da non pochi ritenuto ostico, il legame con la storia generale è questione complessa.

 

Però, quando la ricerca è fatta come in questo caso con metodologia scientifica, la storiografia particolare, con la specifica conoscenza dei fatti e ambiti determinati, diviene organica a quella generale che se ne appropria per meglio qualificarsi. Alla luce di quanto asserito, questo nuovo libro, che va ad aggiungersi ad una produzione imponente, acquista valenza storiografica e metodologica per la meticolosa cura degli Autori a ripercorrere alcuni aspetti complessi della Seconda Guerra Mondiale, inserendoli molto bene nei circuiti degli avvenimenti globali dell’immane conflitto. L’impareggiabile ricerca d’archivio ha consentito, quindi, di ricostruire vicende poco note al grande pubblico e di dare vita a situazioni relegate nel silenzio della memoria e tono vivace a pagine all’apparenza aride come quelle contenenti elencazione di dati. In particolare, sono state analizzate le Relazioni Biennali (1939-41, 1941-43 e 1943-45) del Capo di Stato Maggiore USA, Generale Marshall. Proprio in armonia con questo lavoro di ricerca e analisi, il libro è diviso in tre parti, che fanno appunto riferimento ai periodi delle suindicate Relazioni. A queste, si aggiunge una quarta parte, molto interessante, in cui vengono illustrate le principali battaglie della Guerra globale, da Pearl Harbor alla battaglia del Mar dei Coralli, a quella delle Midway, alla battaglia di Guadalcanal per finire a quella di Passo di Kasserine. Molto “ghiotta” anche la “Conclusione” del lavoro, in cui si trovano interessantissime informazioni inedite sui provvedimenti degli Alleati durante le campagne militari per instaurare amministrazioni civili favorevoli; sugli armamenti americani; sulle Truppe; sul costo in vite umane e, per finire, sui riconoscimenti e le decorazioni. La Seconda Guerra Mondiale viene qui ricordata per la sua estensione e per la sua totalità, perché le Nazioni vi hanno mobilitato tutte le loro popolazioni e le loro risorse. La grandiosità del conflitto, il progresso degli armamenti, le dottrine oltremodo accese e fanatiche spiegano le immani distruzioni. In particolare, l’economia americana, con un potenziale enorme, crea, secondo il piano di Marshall e l’espressione di Roosevelt, “l’arsenale delle democrazie”, proprio a tutela e sostegno di tutti gli alleati schierati contro l’Asse. Leggiamo che nel 1939 gli Stati Uniti soffrono ancora delle conseguenze della grande depressione di dieci anni prima; sotto il profilo militare sono carenti, quasi privi di aviazione; l’industria di guerra rappresenta una minima insignificante parte della produzione totale; l’opinione pubblica è ostile ad un’entrata in guerra ed anche al riarmo. Dopo Pearl Harbor, è necessario dare vita ad un’imponente e potente industria di guerra, oltremodo intensiva e moderna, per armare, equipaggiare milioni di soldati, inviarli a migliaia di chilometri, fornire di armi gli alleati, costruire navi per trasportarle. Pensare che gli USA spesero 20 miliardi di dollari solo per il sostegno agli alleati, una cifra utile per costituire ben 588 Divisioni corazzate e 2000 Divisioni di Fanteria e che alla Gran Bretagna furono assegnati aerei per quattro Unità similari alla 9^ Forza Aerea Usa, la più grande del mondo, impiegata nello sbarco in Normandia del 6 giugno ’44, che segnò l’inizio della liberazione dell’Europa continentale. Anima di questo immane lavoro è appunto il Generale Marshall, che nel 1938 viene chiamato a Washington in qualità di Generale di Brigata, entrando, così, negli Stati Maggiori di vertice, e che proprio nel giorno in cui Hitler aggredisce la Polonia, viene nominato Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate e Generale a quattro stelle. Marshall è l’uomo che, in piena sintonia con il Presidente Roosevelt, riesce a convincere il Congresso che bisogna tenersi pronti ad ogni evenienza. Un grande condottiero e un vero gigante della storia del “secolo breve”, sulla cui alta e carismatica figura si incentra il lavoro degli autori. In quel periodo, apprendiamo, le forze complessive dell’esercito USA contano meno di 200 mila uomini; alla fine della guerra Marshall le porterà a oltre otto milioni di combattenti. Nel maggio 1945 la Germania si arrende, ma la guerra non è finita, si combatte ancora nel Pacifico. Marshall approva la decisione di sganciare le bombe atomiche sul Giappone e così commenterà in seguito, pur con grande sofferenza: “…la bomba pose fine alla guerra, quindi si rese giustificabile…”.Bisetto-Caporello

Truman lo nomina Segretario di Stato e, in tali alte funzioni, nella primavera del 1947, propone di rimettere in piedi l’Europa devastata dalla guerra con l’aiuto americano, con quel piano passato alla storia come il “Piano Marshall”.  Grazie ad esso, l’Europa potrà in pochi anni rinascere dal più terribile conflitto della storia.

Nel 1953, mentre l’America sembra averne dimenticati i meriti, George Marshall viene insignito del Premio Nobel per la Pace grazie al piano da lui ideato.

Un libro avvincente come un romanzo, scritto con piglio giornalistico ma strutturato con rigore metodologico; un’opera che senz’altro premierà la bravura degli Autori e dell’ Editore, la dinamica e giovane Rosy Silvestrini.

Nel corso della presentazione del libro avvenuta a Padova nel pomeriggio del 28 settembre, a Palazzo Moroni, alla presenza di autorità civili, militari e numeroso pubblico tra cui molti giovani, il Professore Vittorfranco Pisano (come noto tra i più autorevoli esperti di conflitti armati, geopolitica e terrorismi), che con lo scrivente ha curato la prefazione, ha auspicato che i due bravi e promettenti autori continuino nel loro lavoro di studio e ricerca, magari cimentandosi nell’impervio periodo post bellico della guerra fredda. Complimenti ancora ad entrambi con un ammirato “ad majora semper!”

Per scoprire le curiosità, i dettagli inediti sul libro e gli autori, si suggerisce di visitare il blog www.passioneperlastoria.blogspot.com o AURELIA EDIZIONI Fax: + 39 0423 940743 E-mail: info@edizioniaurelia.it www.edizioniaurelia.com

AURELIA EDIZIONI ® Redazione in via Bassanese – 31010_Maser_Treviso

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