Cronaca

L’appuntato Romano Radici ricordato nel 33° anniversario del suo assassinio

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Roma, 6 dicembre  –  All’ingresso della caserma del Nucleo Radiomobile Carabinieri di Roma, in Via dell’Oceano Indiano, si è svolta stamane  la triste cerimonia commemorativa del 33° anniversario dell’assassinio del Carabiniere Romano Radici, Medaglia d’Argento al Valor Civile, ucciso il 6 dicembre del 1981 da un terrorista nei pressi della Piramide Cestia a Roma.

Alla presenza della Vedova e dei figli del Militare, delle Autorità civili e militari della Capitale oltre ad ex colleghi e una delegazione della Rappresentanza Militare, dopo gli onori militari resi dalla Guardia d’Onore, il Colonnello Salvatore Luongo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, ha deposto, a nome dell’Arma dei Carabinieri, una corona di alloro alla lapide che ricorda Romano Radici, fulgido esempio per le generazioni future.

Il Carabiniere Romano Radici, è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile, alla memoria,  con la seguente motivazione:

“Conduttore di autoradio di Nucleo Radiomobile, già distintosi nella lotta contro la delinquenza organizzata, mentre con responsabile impegno procedeva alla identificazione di due giovani in atteggiamento sospetto, veniva mortalmente raggiunto da colpi d’arma da fuoco proditoriamente esplosi da uno dei malviventi, identificato poi in un pericoloso terrorista, sacrificando la vita ai più nobili ideali di coraggio ed alto senso del dovere”.

Roma, 06 dicembre 1981.

Di Lui, ricordiamo gli articoli del Gen. D. (a) CC. Raffaele Vacca, nei suoi articoli “I Carabinieri ricordano l’Appuntato Romano Radici a 30 dalla sua uccisione” e  “Il Pronto Intervento nella Capitale negli anni di piombo. La gloriosa 2^ Sezione!”

Personalmente ricordo l’Appuntato Romano Radici, quando giovane Vicebrigadiere prestavo servizio alla Compagnia Casilina e lui alla Stazione di Quadraro. Ragazzo (seppure più anziano di me)  sempre attivo e valido. Lo ricordo quando ci salutammo perchè venne trasferito al Nucleo Radiomobile e ci incontravamo poi per strada, nel corso dei servizi, quando veniva a prestarmi ausilio.

Lo ricordo sempre con tanta stima ed affetto anche se ci ha preceduti nel Paradiso degli Eroi.

 

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