Cronaca

RIFLESSIONE SU PROBLEMI DI CRIMINALITÀ

 Da un bell’articolo di Roberto Saviano su “La Repubblica” del 29 luglio, apprendiamo
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che“….. il Governo americano inserisce la camorra tra i principali problemi dell´economia statunitense definendola una delle quattro organizzazioni criminali più pericolose per l´interesse nazionale degli Stati Uniti.
La camorra, la neapolitan mafia, come è stata sempre chiamata oltreoceano, è ora tra i principali problemi dell´economia degli Stati Uniti d´America.
Si parte da una mappatura dettagliata del fenomeno: nella lettera del Presidente Obama, che introduce questo documento, si legge che le reti criminali stanno espandendo le loro operazioni a livello transnazionale, diversificando le loro attività, diventando più sofisticate e complesse. Infatti, “stanno creando alleanze con elementi corrotti dei governi e usano il potere e l´influenza di questi elementi per portare avanti le loro attività criminali”. Il Governo americano ha, inoltre, sottolineato che la penetrazione della camorra nell´economia di uno stato e la sua pericolosità sono direttamente proporzionali alla capacità di alleanza con i governi stessi.
Ed è proprio per fronteggiare questa minaccia, che il Governo americano ha stilato pochi giorni fa un nuovo piano d´azione che risponde al nome di “Strategy to Combat Transnational Organized Crime”, presentato alla Casa Bianca durante una conferenza stampa…..”
Certamente, per noi Italiani, non c’è di che rallegrarsi di questo non nobile primato, ma ormai l’assuefazione al peggio ha assopito le nostre coscienze, purtroppo!
Nella circostanza, nel corso della presente breve disamina, è bene fare anche un fugace cenno, nel marasma di mafie esogene ed endogene che spadroneggiano ormai tranquillamente in Italia, a quella cinese, un fenomeno silente che sta diventando oltremodo pericoloso.
In particolare, le associazioni criminali cinesi, in Italia, che dispongono notoriamente senza giustificato motivo di enormi quantitativi di denaro contante (ben configurando il reato di riciclaggio-art.648 bis C.P.), hanno le connotazioni arcaiche ma ancora attuali della “Ndrangheta calabrese” essenzialmente su base familiare, fondandosi sul senso di appartenenza a un gruppo che, oltre a legami di sangue, fa riferimento ad interessi comuni, quale la gestione di un’ attività,come la conduzione di un ristorante, di un negozio, ovvero di qualsiasi cosa che crei profitto, ovviamente illecito.
Tali consorterie sono presenti preferibilmente al nord, in quanto al sud sono costrette a confrontarsi con le nostre organizzazioni mafiose ben più forti, limitandosi a occupare gli spazi liberi lasciati da queste ultime. Si tratta, in verità, di situazioni certamente allarmanti, quelle della presenza di Mafie straniere, che dovrebbero imporre, a tutti gli Stati, così come stanno facendo gli USA, misure congrue e incisive.
In Italia, in particolare, va posta la domanda: come la mettiamo con la promessa nuova Legge sulle intercettazioni, che non consentirà più di indagare incisivamente sui”reati satelliti” della mafia (quali riciclaggio, usura, ricettazione, rapina, sfruttamento della prostituzione e altro) commessi in maniera esponenziale da tal genere di delinquenti? Si inizia, com’è prassi investigativa, da questi illeciti, considerati minori, per giungere poi a conclusioni più importanti, come la configurazione del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso ( art.416 bis del Codice Penale).  
Per non parlare, poi, del tanto pubblicizzato “processo breve”, che ora è diventato “lungo”…… Possiamo noi permetterci questo “lusso”, di normative che depotenziano il quadro repressivo, quando siamo già gravati dalla presenza, in ben quattro Regioni meridionali, di potenti mafie storiche stanziali? Non credo! E cosa succederà quando le mafie “nostrane” andranno a scontrarsi per motivi di territorio e d’interesse con quelle straniere?
Provate a immaginare……. Proprio per le norme sul “processo lungo”, sull’ultimo numero di “Famiglia Cristiana”, un editoriale del Magistrato Adriano Sanza è intitolato: “La mafia ringrazia per la riforma…” Credo proprio che ringrazi, davvero!
E di Roma, non vogliamo parlare? La Capitale mai è stata così insicura! A Napoli, sette omicidi dall’inizio dell’anno, a Roma ventidue; tre solo nell’ultimo mese di luglio! Quindi precipita la sicurezza! Per tutto questo, il Governo ha annunciato l’arrivo di 380 tra Carabinieri e Agenti di Polizia; provvedimento giusto e coerente, mentre per la Capitale, probabilmente, oltre all’aumento di “gazzelle” e “volanti” andrebbe approfondito lo studio della ridislocazione delle
Stazioni Carabinieri e dei Commissariati di PS, la cui articolazione, grosso modo, risale agli anni ’60.
 
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