Spettacolo

La commedia all’italiana

cinema dollari borghese sordiRoma, 13 dicembre  2017 – Nel rimettere a posto vecchi appunti, ho recuperato delle citazioni su due films che mi ero riproposto di ricordare per due ricorrenze a loro legate.
Sono, rispettivamente, 60 anni dalle uscite di “Arrivano i dollari!” e 40 anni di “Un borghese piccolo piccolo”.
Due pellicole in antitesi, sia per il tempo che per le storie rappresentate, che però sono significative di quello che era il filone della commedia all’italiana e di quello che di fatto ne ha sancito la fine.
Nel ’57 “Arrivano i dollari!” fu un film comico, girato in un piccolo borgo provinciale, dove si scherzava sui difetti nazionali degli italiani, dal gallismo, alla gelosia, all’avarizia, con scene di puro e comico sadismo nella macchietta rappresentata da Alberto Sordi nei confronti del suo servo, magistralmente interpretato da Turi Pandolfini, mentre nel ’77 “Un borghese piccolo piccolo” fu  una pellicola drammatica, ambientata nella popolare periferia romana, con sempre Sordi protagonista che interpretò un  personaggio sofferto, egoista, maschilista, tipico della sua generazione, che alla fine si trasformò in un mostro.
Quest’ultimo film, diretto dall’anticonformista Mario Monicelli, è lo spartiacque finale di un genere, la commedia all’italiana, che ormai era tramontato anche e soprattutto per il contesto storico di quegli anni; un genere che ebbe qualche sussulto finale relativo a delle parodie o a copioni incentrati sul sesso a buon mercato.
Il denominatore comune di questi due films è lo straordinario talento di Alberto Sordi, che a distanza di vent’anni completa un percorso artistico fenomenale dal farsesco conte Alfonso al modesto impiegato pubblico, accecato dal dolore e dall’odio, del “Borghese”.
Accanto all’Albertone nazionale non dimentichiamo attori e caratteristi di grosso spessore come Nino Taranto, Mario Riva, Riccardo Billi, Isa Miranda ed il citato Pandolfini per “Arrivano i dollari”e Romolo Valli, Shelley Winters e Vincenzo Crocitti per “Il borghese”.
Naturalmente la commedia all’italiana ha avuto esempi incredibili di pellicole di successo, al di là di questi ricordi, ed insieme ai suoi attori, registi e sceneggiatori la celebriamo volentieri proprio come cultura del nostro modo di vivere.   

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