Racconti di sport

Alessandro (Nesta), il Grande.

Compleanno importante di uno dei più forti difensori del calcio nazionale.

Roma, 19 marzo 2026 – C’è un vecchio film del 1937 diretto da Victor Fleming, il regista del capolavoro “Via col vento”, dal titolo Capitani coraggiosi, tratto dall’omonimo romanzo di Rudyard Kipling, lo scrittore de “Il libro della giungla”.

E’ la storia di un adolescente trascurato dal padre, un ricco industriale, che si comporta da bambino viziato, ribelle, poco incline a qualsiasi forma di disciplina.

Il giovanotto, per i suoi atteggiamenti, viene cacciato da scuola costringendo il ricco genitore ad intervenire portandolo con se in un viaggio in mare nel tentativo di recuperarlo alla causa.

L’irrequieto ragazzo, durante la crociera, continua imperterrito a comportarsi in maniera arrogante ed anche pericolosa tanto che in un frangente cade in mare.

Si salva per merito di un pescatore che lo trae a bordo della sua barca, lo rianima e lo riconsegna alla nave da cui era partito.

Il pescatore, interpretato dal premio Oscar Spencer Tracy, nonostante la spavalderia del ragazzo, lo prende a ben volere, ne smussa le spigolosità insegnandogli i segreti delle battute di pesca.

Il giovane, dalla dura vita di mare, man mano che passano i giorni, impara a vivere nel rispetto di se stesso e soprattutto degli altri.

Ho preso a pretesto questa pellicola per trasferirla nel mondo del calcio e significare il valore, il peso specifico, del Capitano di una squadra.

Oggi compie mezzo secolo, cinquanta primavere, un giovanotto che a buon diritto poteva essere considerato un Capitano coraggioso: Alessandro Nesta.

Nesta certamente non è stato mai arrogante come il giovane del film, ma coraggioso sì per essersi assunto delle responsabilità in un contesto come quello della Lazio di fine anni novanta.

In una compagine dove dominavano personalità debordanti, su tutte quella di Roberto Mancini, Nesta, opportunamente addestrato da autentici maestri come Zoff, Zeman, Eriksson, sin dall’esordio, ad appena 18 anni, si è imposto come assoluto leader tecnico.

Nesta non è mai stato un Capitano di facciata, né un elemento caricaturale, bensì un atleta dai mezzi tecnici e fisici straordinari ossia uno forte, ma proprio forte.

Il suo incedere, la sua credibilità, è andata di pari passo con il suo carattere umile sostenuto e rispettato da elementi che, al tempo, erano la crema del calcio nazionale ed internazionale.

Protagonista nella Lazio del presidente Cragnotti ha vinto molto, con il solo rimpianto per la Champions del 2000, proseguendo poi la sua lusinghiera carriera nel turbolento trasferimento al Milan nell’estate del 2002.

Come primo anno nel suo difficile ambientamento con i rossoneri vinse la Champions nel 2003, bissandola poi nel 2007, con un paio di Scudetti e svariati titoli nazionali ed internazionali.

Campione del Mondo nel 2006 con la Nazionale di Lippi, Alessandro Nesta, nella sua carriera ventennale, è stato uno dei più grandi difensori del nostro calcio nel solco di una tradizione secolare del nostro movimento.

Tra Campioni spesso si fanno paragoni, più o meno azzardati, al di là delle epoche di appartenenza.

Nel caso di Alessandro Nesta uno dei riconoscimenti più significativi glielo riservò Ronaldinho, stella di prima grandezza del football brasiliano e mondiale.

<Nesta era gioia e dolore. Dolore per chi doveva affrontarlo, gioia per chi era suo compagno di squadra. Quando era in forma potevi solo passarla quella palla, uno contro uno non lo superavi mai>.

Beh, niente male…

 

 

FOTO:  Alessandro Nesta   (foto web)