Cronaca

Morte di Ciro Esposito – Depositate le perizie – Sviluppi nelle indagini

De Santis avrebbe sparato dopo essere stato ferito

Roma, 10 settembre – Dalla perizia balistica depositata dai tecnici al Gip, sui guanti indossati da Daniele De Santis, l’ultrà romanista imputato per l’omicidio volontario di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ucciso il 3 maggio poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli che si giocava all’Olimpico, sono state rinvenute “tracce univoche e compatibili con polvere da sparo”. Inoltre, dall’esame comparativo, è emerso che i 5 bossoli recuperati ed i proiettili estratti dal corpo dei tifosi napoletani feriti, sono stati esplosi da una sola pistola e sono compatibili con l’arma sequestrata a De Santis.

Dal contenuto della  perizia  depositata dai tecnici del Racis dei Carabinieri di Roma, nominati dal Gip nell’ambito dell’omicidio di Ciro Esposito,   emerge che De Santis viene raggiunto da un gruppo di supporter partenopei dopo aver tentato di chiudere il cancello del vialetto che porta al circolo culturale Ciak, dove si trova la sua abitazione. “De Santis cade a terra, viene aggredito e inizia a perdere abbondantemente sangue. Non si esclude che in questa fase sia stato utilizzato il coltello a serramanico per mano di uno dei tifosi partenopei.”.”Si ritiene che De Santis, sopraffatto dagli aggressori, ferito e sanguinante, con le mani sporche del suo stesso sangue, abbia impugnato l’arma ed abbia esploso i quattro colpi ferendo i tifosi napoletani”

Gli atti, oltre seicento pagine, ricostruiscono le drammatiche fasi culminate nella sparatoria e nel ferimento di tre tifosi azzurri da parte dell’ex ultrà romanista che è accusato dalla Procura di omicidio volontario.

Gli avvocati di De Santis, chiedono ora di identificare l’autore del tentato omicidio nei confronti del loro assistito.

“Le conclusioni della perizia del Racis – dicono  i due difensori – vanno in direzione opposta a quanto inizialmente riportato dai media. La dinamica dei fatti che è stata ricostruita, infatti, risulta essere palesemente incompatibile con la tesi dell’agguato, soprattutto laddove si evidenzia che il De Santis ha subito una brutale aggressione già prima del momento degli spari, riportando, tra l’altro, diverse coltellate all’addome.” aggiungendo poi che  dalla perizia emerge che “i guanti di cui si è tanto parlato e scritto, non sarebbero stati indossati da De Santis al momento dei fatti. Quei guanti sarebbero stati solo investiti da particelle di polvere da sparo come altri reperti presenti sul luogo dei fatti e appartenenti ad altri indagati”.

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