Roma, 25 settembre – Il 23 settembre 2015, su “Cronaca” Only Indipendent News, Claudio Cappello scrive un articolo dal titolo: “Arrestato per aver aggredito ed ucciso atrocemente un Carabiniere in servizio, ha ottenuto una laurea ad Honoris Causa”.
Che l’Italia sia il paese dove tutto può accadere, questo si sapeva già.
Questa è stata la scelta di Don Mazzi, il Parroco che, a suo dire, aiuta i giovani in difficoltà. Don Mazzi, in occasione della concessione alla sua persona da parte dell’Università di Cassino della Laurea in Pedagogia, ha voluto dedicarla a Matteo Gorelli, riferendo ai giornalisti che era giusto ricordare il giovane toscano, nonostante fosse stato il caso più brutto e triste di cui si fosse occupato. Secondo il sacerdote, nella vita tutti hanno diritto ad una seconda possibilità.
Peccato, però, che possibilità non siano state offerte ad Antonio Santarelli, ucciso a soli 44 anni il 25 aprile 2011; un Appuntato dei Carabinieri in servizio nella provincia di Grosseto. Stava effettuando un posto di controllo unitamente al collega, il Carabiniere Scelto Domenico Marino, quando fu fermata un’auto con a bordo tre persone di rientro da un rave party. Decisero di procedere con l’alcool test nei confronti del guidatore che fece scatenare la belluina rabbia delle persone controllate che, impugnate mazze di legno, si scagliarono contro i due Militari con una ferocia disumana, tanto da lasciarli al suolo in condizioni gravissime. Il Carabiniere Scelto Marino perse un occhio, ma dopo tempo si ristabilì, mentre per l’Appuntato Antonio Santarelli, dopo un mese di coma, non ci fu scampo.
Conosciuto come il Parroco che aiuta le persone in difficoltà e con un passato difficile, Don Mazzi ha affrontato più volte questo tipo di sfide sociali. “Stavolta, però, la sua sfida nella reintegrazione dei giovani con un passato criminale ha offeso un’Istituzione importante come l’Arma dei Carabinieri ed i suoi appartenenti”, scrive giustamente Claudio Cappello.
Questa è una storia tipicamente italiana, dell’Italia di oggi però, nella quale nel 2011 abbiamo festeggiato in pompa magna i 150 anni dell’Unità. Un’Italia che nell’ultimo secolo e mezzo ha visto il Meridione sprofondare nella povertà cadendo vittima del crimine organizzato che si è espanso anche al nord negli ultimi trent’anni. Ricordiamo che il 26 Giugno 1983, a Torino, fu ucciso il Magistrato Bruno Caccia, Procuratore Capo della Repubblica, che indagava sul “Clan” dei calabresi e sui mafiosi catanesi operanti nel Nord Italia…). Per 150 anni i meridionali hanno interiorizzato il loro svantaggio geografico e a questa sindrome corrisponde il complesso di superiorità settentrionale, altrettanto illogico e idiota, come se a far andare le fabbriche del triangolo industriale, quelle che nel dopoguerra hanno trainato il miracolo economico italiano (dei primi anni ’60) non fossero state le braccia, il sudore e la creatività degli emigrati dalle zone più disastrate del Mezzogiorno…
Questa è l’Italia delle contrapposizioni, della mancanza di senso civico e del rispetto delle Leggi; la Nazione dei misteri, ricca di storie di potere lurido, violento, un potere estraneo alla morale, al senso comune e alla legge; un sistema velenoso se non verminoso del quale fanno parte politica alta e bassa, economia, banche e mafie di varia origine sino a quella di Roma Capitale.
Piaccia o no, ma è così! E, in tale incredibile contesto, si inserisce tristemente una laurea che ha sapore di…. Sangue!
Del Direttore
Ancora una volta, avere amici potenti, consente di diventare grandi.
Un pò come Buzzi e Carminati. Conosciuto uno, la strada è tutta in discesa. Così, ci si può permettere di dire e fare tutto. Ormai si ha un nome, si diventa “intoccabili” e tutto è consentito.
MI piacerebbe sentire se, fra i casi più bruttI e tristI di cui si è occupato, il sacerdote è andato a trovare anche le vittime dei violenti ma forse non è il caso di farlo, perchè i parenti dei morti non valgono nulla e non danno gloria… Mi ricorda la figlia di un parlamentare che passò il natale con gli assassini del padre ma non fece mai una telefonata ai parenti dei “cinque cani” che morirono per strada per lui…
Se però si crede in quel qualcosa che l’istituzione Chiesa predica, auguro personalmente di cuore che quella strada in discesa possa condurre molto in basso, come viene annunciato nei Sacri Testi, mentre le vittime, quelle si dall’alto, possano gustare come finalmente con Giustizia viene premiato quell’impegno utilizzato al contrario…
Ma così, purtroppo, è come è stata ridotta l’Italia!
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