Cronaca

LA DEMOSORTECRAZIA RITORNERA’

Le riforme elettorali che, negli anni, si sono succedute in Italia non hanno risolto la crisi istituzionale il cui degrado è arrivato al punto di non ritorno.

La situazione fallimentare, determinata dagli abusi di potere, è facilmente constatabile tanto che sono in molti a denunciarne gli effetti disastrosi. Meno agevole, invece, analizzare le cause prime e soprattutto suggerire rimedi efficaci.
Ed è quello che si propone C. G. S. Salvemini, autore del libro “Dalla corrotta oligarchia alla demosortecrazia”, caratterizzato da un’approfondita analisi diacronica, che percorre i millenni per individuare le radici della fallibilità di tutte le forme di governo, antiche e moderne.
Una fallibilità che, ponendosi come costante, induce l’Autore a chiedersi kantianamente “com’è possibile?”. Si tratta di un interrogativo che spinge alla ricerca delle cause del ripetersi di un fenomeno nella speranza di trovare una soluzione.
Tale ricerca, che si avvale di un’accurata indagine psicologica e sociologica, si concentra sull’origine del potere, sulla sua evoluzione ed inevitabile involuzione, la cui causa primaria è l’abuso esercitato presso tutti i popoli dell’antichità.
Denominatore comune di tale abuso è la sua origine, vale a dire il suo conferimento “dall’alto”. Si tratta di una costante che induce l’Autore a chiedersi quale sia la fonte di legittimazione del potere. Per autoconferimento, è la risposta dettata dalla Storia ma tale risposta, che fa di un popolo il suddito di un sovrano, implica un altro interrogativo: “come avviene l’assegnazione del potere?”. L’interessante disamina si appunta sul colpo di mano esercitato con la violenza o con l’inganno oppure sul carisma del più forte, del più saggio o del più bello. In ogni caso si tratta di un’autolegittimazione ammantata dall’alone di una consacrazione divina tesa a rendere più stabile il potere ed a consentirne la trasmissione ereditaria, sostituendo ad una situazione “de facto” una trasmissione “de iure”. Il che, tuttavia, non assicura intangibilità duratura al governo di uno Stato che non sia fondato su valori etici idonei ad educare, come dice Ortega, secondo un progetto di vita comune, da cui emerge l’optimum realizzato da quella democrazia che caratterizza l’età di Pericle e che rappresenta una preziosa testimonianza da attualizzare.
La Storia insegna che il potere politico corrompe coloro che lo esercitano, abusandone.
Da qui nasce la teoria dello Stato costituzionale elaborata da Locke per il quale il detentore del potere è il Parlamento, se formato da gente onesta.
Con lo Stato moderno, tuttavia, nascono altri problemi: l’invadenza dei partiti, la pressione delle lobbies, l’incapacità di interpretare le esigenze della gente. Il clientelismo, il trasformismo, i brogli elettorali ripropongono la questione meridionale che l’Autore analizza in modo avvincente. Le oligarchie dominanti stanno sopprimendo la democrazia.
La situazione è peggiorata col finanziamento pubblico ai partiti e con il monopolio esercitato da questi sulla stampa e sulla televisione. Si attua un circolo vizioso che condanna l’Italia ad una “democrazia bloccata”. “In Italia –osservò Gaetano Salvemini- di progressivo c’è solo la paralisi”. L’attuale legge elettorale sottrae ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
La questione morale, sollevata da molti anni sulle colonne del nostro periodico, non è stata recepita dalla Casta. Più volte abbiamo chiesto la convocazione di una nuova assemblea costituente che istituisca un parlamento monocamerale con soli 100 seggi. Fiumi di denaro (spesso illecito) vengono profusi per le campagne elettorali.
Sprechi che potrebbero essere evitati mediante l’introduzione del voto elettronico.
Assistiamo ad un vile mercato di poltrone.
L’Autore spiega, in 28 articoli, le fasi di attuazione di una seria riforma costituzionale. Agli scettici chiede: “A cosa è servita l’esperienza dei politici di lungo corso? Meglio affidarsi alla sorte piuttosto che ai politici corrotti”.
L’Autore ha fiducia nel ruolo della Provvidenza, alla quale hanno creduto Parmenide, Democrito, Platone, Aristotele, S. Agostino, S. Tommaso, Leibniz, Vico, Kant.
Esiste un’intelligenza sovraumana che potrebbe guidare la Storia umana mediante il metodo del sorteggio.
Bisogna aver fede in una Mano Invisibile nella scelta dei legislatori e dei governanti,


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