Roma

Organizzano trappola per punire uno stupro. Avevano applicato la legge del taglione

ps arrestoDue i feriti. Tre gli arrestati. Il quarto si costituisce 

Roma, 25 luglio – Era  la notte tra il 17 ed il 18 luglio quando al “113” giungeva la segnalazione di due giovani feriti in via Alinda Bonacci Brunamonti, in zona Esposizione.

Immediato l’arrivo dell’autoradio del Commissariato Esposizione, diretto dal dott. Francesco Zerilli, che trovavano i feriti nella vicina via Nicola Lisi.

I due, 21enni, presentavano gravissime  lesioni riconducibili a fendenti inferti con armi da taglio per cui veniva richiesto l’intervento del 118. Il  personale sanitario  provvedeva all’immediato trasporto e ricovero dei due feriti  presso il vicino ospedale mentre scattavano le indagini.

Gli investigatori, seguendo a ritroso le tracce di sangue lasciate per terra, individuavano l’appartamento nel quale era avvenuto il ferimento dei due giovani,

Nell’abitazione, venivano trovate due giovani donne,D.C.V. di 25 anni e C.F. di 26, entrambe romane mentre sul pavimento venivano riscontrate altre macchie ematiche, come pure su un divano  sul quale, per nasconderle, era stato riposto un telo, elementi questi che confermavano che i ferimenti erano avvenuti nell’interno dell’abitazione.

L’immediata perquisizione, permetteva di rinvenire nel lavandino della cucina un paio di forbici con il manico in plastica spezzato e un coltello da cucina con la lama piegata. Sugli oggetti, ancora lievi tracce di sangue.

Intanto altri investigatori, prima che venisse sottoposto ad un delicato intervento chirurgico,  riuscivano a parlare con uno dei feriti. Il giovane diceva che la sera prima aveva conosciuto una delle due ragazze che lo aveva invitato a casa sua, invitandolo ad andare con un amico. Nell’appartamento, improvvisamente si erano materializzati due giovani, scattando così la sanguinosa aggressione. Era evidente che i due fossero conoscenti delle giovani donne.

Dalle indagini esperite, emergeva che i due si identificavano per I.R., di 27, ex convivente di una delle ragazze e S.E., 26enne, fidanzato dell’amica.

Immediate le ricerche ed il rintraccio di S.E. che, di fronte agli innumerevoli elementi acquisiti dagli investigatori, ammetteva la sua partecipazione all’aggressione in danno dei due giovani.

Dalla  completa ricostruzione dei fatti, poi confermata in sede di interrogatorio degli indagati da parte del Pubblico Ministero, è risultato che la “trappola” per i due giovani sarebbe stata organizzata per punire in particolare uno di loro, che si sarebbe reso responsabile di  violenza sessuale ai danni di una delle due ragazze.

Al termine dell’interrogatorio le due donne, unitamente ad S.E., sono state sottoposte a fermo con provvedimento del Pubblico Ministero.

I.R., non reperito nell’immediatezza,  intuendo di essere stato ormai identificato ed attivamente ricercato, si è poi costituito presso la Questura di La Spezia.

A cosa si deve questo gesto di vendetta personale diretta? Molto probabilmente nella sfiducia verso la giustizia da parte dei cittadini, sfiducia  che cresce  giorno per giorno poichè assistiamo a  non condanne e scarcerazioni di autori anche di gravi reati cosi che, per le vittime,  oltre al danno  si aggiunge la beffa ed allora, in quelle persone, è scattato il  desiderio della reale punizione dei colpevoli.

Ma, per loro, certamente  la pena verrà applicata, rimanendo nuovamente per la vittima della violenza… il danno e la beffa!

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