Roma

Escort e gigolò arrestati dai Carabinieri per estorsione

Aveva accettato un rapporto “a tre” propostogli da una prostituta ma era stato filmato e ricattato.

Roma, 4 maggio – Un italiano,  sposato e con figli,   che aveva avuto dei rapporti sessuali a pagamento  con una prostituta polacca, nota con il nome di “Eva”, circa un mese fa era stato contattato dalla donna che gli aveva proposto, per a cifra di 500 euro, un rapporto a tre con un’altra ragazza. Accordatisi, l’uomo si recava nell’appartamento di Eva, nel quartiere  Appio Latino, dove consumavano il rapporto sessuale concordato. Dopo due giorni, mentre si recava al lavoro, veniva avvicinato da due individui parzialmente travisati i quali, tramite un telefono cellulare, gli facevano vedere un video relativo al suo rapporto sessuale a tre, ovviamente realizzato a sua insaputa, intimandogli di consegnare loro la somma di euro 40.000. Qualora non avesse pagato, minacciavano di denunciarlo poiché la seconda ragazza che aveva preso parte all’incontro, asseritamente sorella di uno dei due individui, era minorenne. La vittima, anzichè sottostare al ricatto, denunciava l’accaduto ai  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur, comandato dal Capitano Antonino Piccione.

Le prime indagini esperite dagli investigatori dell’Arma, condotte anche con l’ausilio di attività tecniche, permettevano di identificare i due, italiani, che avevano materialmente chiesto il denaro, per un 29enne di professione “gigolò” e conosciuto in rete con il nome di “Daniele”  mentre il secondo è un 38enne operaio meccanico di un’azienda, anch’egli gigolò quale secondo impiego. Nel prosieguo delle investigazioni, si accertava che si trattava di un vero e proprio sodalizio criminale, che vedeva coinvolti, oltre ai tre, anche un terzo giovane italiano e dalla “studentessa” 19enne, di nazionalità romena,  che aveva partecipato al rapporto a tre. La banda, dopo aver conosciuto le loro vittime on line, su siti di annunci, proponeva incontri sessuali insoliti, filmando il tutto all’insaputa dei clienti, il più delle volte persone sposate, minacciandoli successivamente di rendere pubblico il loro “vizietto” qualora non avessero sborsato del denaro, in cambio della distruzione del video.

Capito il meccanismo, i Carabinieri organizzavano l’appuntamento con “Eva” e, dopo che  il denunciante consegnava il denaro richiesto, i militari intervenivano arrestando la donna e procedendo al fermo di polizia giudiziaria dei due gigolò, concorrenti nel reato di estorsione consumata. Subito dopo venivano eseguite le perquisizioni domiciliari nel corso delle quali venivano sequestrati vari  dispositivi informatici e multimediali (telefoni cellulari e pc degli indagati).

Condotti in carcere, dopo l’interrogatorio di garanzia i tre ottenevano  gli arresti domiciliari mentre per gli altri due si procedeva in stato di libertà.

Il materiale informatico sequestrato, veniva sottoposto ad accertamenti tecnici che consentivano di acquisire altri elementi investigativi i quali confermavano l’abitualità del gruppo nel commettere analoghe estorsioni.

I Carabinieri stanno ora svolgendo accertamenti finalizzati ad identificare ulteriori vittime, resi difficoltosi dalla comprensibile volontà delle vittime di mantenere l’anonimato.

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