Roma

Roma – Cittadini stufi di angherie, intervengono in ausilio dei Carabinieri circondati da 40 gambiani per due arresti per spaccio

cc pigneto cassonetto rivoltatoScene da guerriglia sull’isola pedonale. 7 arresti per spaccio, resistenza e violenza.

Roma,30 luglio  – Ormai la fanno da padroni e questo è razzismo al contrario!

Ieri sera, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante comandata dal Capitano Lorenzo Iacobone, nel corso di un servizio antidroga nell’isola pedonale del Pigneto, hanno bloccato due spacciatori del Gambia,  sorpresi a cedere dosi di hashish ed eroina ad un acquirente.

L’azione dei Carabinieri però non è piaciuta ai circa 40  compaesani, fra cui molti spacciatori, soliti bivaccare anche ubriachi, seduti sulle panchine e sui gradini della via che, dopo aver rotto le bottiglie di birra gettate a terra anzichè nei cassonetti, impugnandole, hanno affrontato i militari dell’Arma, circondandoli,  al fine di impedire l’arresto dei delinquenti spacciatori.

Forti della superiorità numerica, iniziava una piccola rivolta mentre i Carabinieri nonostante la legittimità del dover respingere una evidente violenza e vincere una resistenza, riuscivano a mantenere il controllo della situazione.

La scena ha però fatto scattare l’orgoglio e la rabbia degli abitanti e commercianti del quartiere che sono intervenuti in difesa dei loro Carabinieri. Questa reazione ha sorpreso gli africani ed ha consentito agli operanti di caricare i fermati sull’autoradio ed allontanarsi velocemente.

I rivoltosi, ormai superprotetti dalla politica e padroni del quartiere, si sono allora rivoltati verso i cittadini intervenuti ma l’arrivo di numerose altre pattuglie di Carabinieri  ha consentito di disperdere i facinorosi e bloccare 5 dei violenti, quasi tutti trovati anche in possesso di dosi di hashish, pronte da spacciare.

I sette fermati, tutti cittadini del Gambia e perlopiù già noti alle forze dell’ordine, di età compresa tra i 20 ed i 31 anni,  sono stati arrestati dovendo rispondere, rispettivamente,  dell’accusa di “concorso in oltraggio, minaccia, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

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