Romania, settimo giorno di proteste contro decreto salva-corrotti. Chiedono dimissioni del governo!

(foto Ansa/Epa)

In Italia, la faremmo, ma a sostegno!
Bucarest, 6 febbraio 2017 – In Romania, ed in particolar modo nella capitale Bucarest, decine di migliaia di manifestanti chiedono le dimissioni del governo  che aveva presentato un decreto “salva-corrotti”, con il quale depenalizzava l’abuso d’ufficio e altri reati di corruzione, un provvedimento interpretato dalla popolazione come un ‘regalo’ ai tanti politici e imprenditori sotto inchiesta con accuse di corruzione.
Sotto la spinta della protesta, il governo l’ha ritirato ma per i cittadini onesti, questo non è sufficiente e chiedono al premier socialdemocratico Sorin Grindeanu di farsi da parte insieme a tutto il suo esecutivo. Il sol fatto di aver presentato un decreto del genere, ha ormai perso ogni credibilità in fatto di lotta alla corruzione dilagante nel Paese.
Ci sono anche manifestanti a sostegno del governo ma non del decreto.
 
In Italia, si può scendere in piazza perchè l’allenatore di calcio Tizio non ha fatto giocare il calciatore Caio ma non certo per i problemi  della sicurezza pubblica, ormai allo sbando per leggi svuotacarceri e che spingono i cittadini a farsi giustizia da soli, con la magistratura costretta, per applicare le norme votate dal parlamento,  a non condannare o mandare più nessuno in carcere.
Meglio assistere – non le autorità – ai funerali di un Operatore di Polizia o arrestare un uomo sconvolto dall’omicidio seppure stradale, della moglie con il colpevole in libertà, spingendolo così a diventare a sua volta assassino… 
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