Estero

“Diteci la verità”, urlano i parenti dei passeggeri del Boeing 777 precipitato

(Adnkronos) Kuala Lumpur, 30 marzo – La Malaysia Airlines ha fatto sapere che, una volta che arriverà la conferma del ritrovamento dell’aereo nell’Oceano Indiano, organizzerà un volo per portare a Perth i parenti dei passeggeri del Boeing precipitato lo scorso 8 marzo.

Lo ha annunciato la compagnia aerea in una nota, dopo che decine di parenti dei passeggeri cinesi che erano a bordo del volo MH370 hanno protestato a Kuala Lumpur contro le autorità malesi, accusate di aver taciuto troppo o di aver fornito informazioni errate sulle sorti dell’aereo, a bordo del quale viaggiavano 239 persone.

“Diteci la verità”, hanno urlato alcuni dei parenti dei 153 passeggeri cinesi, arrivati nella capitale malese con un volo da Pechino. “Vogliamo prove, verità e dignità”, hanno scritto su striscioni innalzati durante una conferenza stampa, “Consegnateci gli assassini, restituiteci i nostri famigliari”. Il rappresentante dei parenti delle vittime cinesi, Jiang Huim, ha detto di volere le scuse del governo malese per il modo in cui è stato gestito l’incidente, le cui circostanze sono rimaste misteriose per giorni, fino a quando la settimana scorsa non è stato annunciato ufficialmente che l’aereo era precipitato nell’Oceano Indiano meridionale e che non c’erano sopravvissuti.

Il primo ministro australiano Tony Abbott, il cui Paese coordina le ricerche, ha assicurato che l’Australia “non avrà riposo” e “spenderà quello che serve” fino a quando non sarà fatto tutto il possibile per ritrovare i resti dell’aereo. Abbott ha anche nominato l’ex capo delle forze armate, il Maresciallo dell’Aria Angus Houston, alla guida di un’agenzia ad hoc, basata a Perth, per coordinare le ricerche.

Dieci aerei e dieci navi forniti da Australia, Malaysia, Giappone, Cina, Sud Corea, Nuova Zelanda e Stati Uniti partecipano alle ricerche dei resti del volo MH370 in un’area grande quanto la Polonia. Lunedì una nave australiana salperà da Perth con a bordo una sofisticata apparecchiatura americana per rilevare i segnali delle scatole nere e un drone sottomarino che potrebbe essere calato nell’oceano per poterle recuperare.

Al momento nessuno dei numerosi oggetti galleggianti avvistati è stato recuperato e riconosciuto come appartenente al volo scomparso. Il ritrovamento delle scatole nere, la cui batteria dura però solo 30 giorni, potrebbe finalmente offrire la soluzione del mistero che circonda la sorte dell’aereo partito da Kuala Lumpur verso Pechino.

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