Duro colpo per il narcotraffico internazionale gestito dalla ‘ndrangheta
Roma, 13 aprile – La polizia giudiziaria marocchina, unitamente ai locali servizi di sicurezza, a seguito delle precise informazioni fornite dalla Guardia di Finanza, dall’Interpol e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ha catturato, dopo anni di latitanza, uno dei più pericolosi narcotrafficanti italiani rimasti ancora in circolazione, ROLLERO Marco Torello (classe ‘55), inserito dal dicembre 2013 nella lista dei 100 latitanti più pericolosi.
La carriera criminale del ROLLERO Marco Torello, latitante dal 2010, genovese di nascita ma romano d’adozione, si protrae, ininterrottamente, da circa 35 anni, qualificandosi come uno dei principali narcotrafficanti italiani, conosciuti anche all’estero, strettamente legato a diverse cosche di ‘ndrangheta, anche se, in passato, non ha disdegnato di fornire i propri “servigi” a diverse famiglie mafiose appartenenti a “Cosa Nostra”.
Il ROLLERO, nell’era della globalizzazione di tutti i traffici, anche di quelli illeciti, può
essere definito come vero e proprio broker mondiale della droga, al centro di interessi di ogni genere sull’asse Italia – Marocco (dove, nel frattempo, era riparato per sottrarsi alla cattura) – Sudamerica.
Negli ultimi due anni, in particolare, il narcotrafficante è stato oggetto di un’articolata indagine, condotta dai finanzieri del Gruppo di Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica della capitale, Direzione Distrettuale Antimafia, conosciuta come operazione Buena Hora 2, che ha riguardato le condotte criminose di alcuni esponenti della ’ndrangheta, stanziatisi, nel tempo, proprio nella città di Roma.
L’attività di indagine culminava, lo scorso 20 gennaio, con l’esecuzione di un provvedimento di cattura nei confronti di 35 soggetti, accusati, a vario titolo, di plurime fattispecie penalmente rilevanti, aggravate dall’aver favorito la ‘ndrangheta, cui il ROLLERO Marco Torello riusciva a sottrarsi riparando in Marocco.
Quest’ultima indagine consentiva di accertare numerose condotte di narcotraffico poste in essere dal ROLLERO, in grado di inviare settimanalmente, dal Marocco all’Italia, circa 1000 kg. di stupefacente in Italia. La droga, cocaina dal Sudamerica e hashish, dall’Africa, veniva importata anche per conto di soggetti contigui a cosche di ‘ndrangheta di San Luca (RC), quali i “Giorgi alias Cicero” ed i “Mammoliti alias Fischiante”.
Il nome di ROLLERO Marco Torello, fino a giorni nostri, è stato accostato a quello di
altri due noti narcotrafficanti italiani:
1. Massimiliano AVESANI, detto “il Principe”, classe ‘61, latitante dal 2011 e catturato nel luglio 2013, dalla Squadra Mobile di Roma;
2. Roberto PANNUNZI, detto “Bebè”, classe ‘48, arrestato a Bogotà (Colombia) nel settembre 2013 e successivamente estradato in Italia.
I tre citati soggetti, per anni, hanno costituito una vera e propria holding del narcotraffico mondiale, che ha acquisito il monopolio del traffico di stupefacenti dall’estero verso l’Italia.
All’atto del suo arresto ROLLERO Marco Torello era destinatario dei seguenti provvedimenti di cattura:
a. ordine di esecuzione per la carcerazione n. 418/2010 SIEP, emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma, in data 13.05.2010, in base al quale il soggetto deve espiare la pena di anni 6, mesi 1 e giorni 13 di reclusione, per il reato di cui all’art. 73 comma 4 D.P.R. 309/90;
b. mandato di cattura in ambito Schengen, inserito in data 12.07.2010, per violazione dell’art. 73 comma 4 D.P.R. 309/90;
c. ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 33285/13 RGNR – 14325/13 RGIP, emessa dal Tribunale di Roma, il 08.01.2015, per violazione dell’art. 73 e 74 DPR 309/90;
d. mandato di cattura in ambito Schengen, inserito in data 15.01.2015, per violazione dell’art. 73 comma 4 D.P.R. 309/90.
Si può tranquillamente affermare che l’odierna operazione pone definitivamente la parola fine alle illecite condotte poste in essere dall’ultima primula rossa del narcotraffico italiano.
L’importante risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione internazionale con il collaterale marocchino, curata dalla Guardia di Finanza, avvalendosi anche delle specifiche competenze di Interpol e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in costante sinergia operativa.
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