CT della Nazionale di Calcio. Tiri Mancini

Roberto Mancini è il nuovo CT della nazionale di calcio italiana.

Roma, 14 maggio 2018 – Tanto tuonò che piovve. Dopo annunci, sospiri, smentite di rito, depistaggi e pedinamenti, nemmeno troppo velati, il segreto di Pulcinella del calcio italiano è stato svelato. Il nuovo CT della nazionale di calcio italiana è Roberto Mancini, l’uomo dal ciuffo ribelle e da una sciarpa buona per tutte le stagioni e le squadre.

È lui che vince la volata con Ranieri, Ancelotti e tutti gli altri che erano stati accostati alla panchina azzurra, nessuno dei quali, però, ci aveva mai dato l’impressione di potercisi sedere. Solo lui, il “Mancio”, era il nostro papabile. Bastava solo aspettare che si sciogliesse dal legame con lo Zenit.

La presentazione ufficiale si svolgerà domani 15 maggio alle 12.00 a Coverciano con un’adeguata conferenza stampa, mentre il servizio effettivo lo prenderà il 28 maggio nell’amichevole contro l’Arabia Saudita. Con la Federcalcio Mancini ha firmato un contratto biennale fino al 2020, legato alla qualificazione agli Europei che si svolgeranno in quell’anno.

Roberto Mancini torna così in nazionale 24 anni dopo l’ultima partita che vi giocò durante la gestione Sacchi. La sua carriera di allenatore inizia nel 2000 come vice di Eriksson alla Lazio. Nel 2001, a stagione in corso, viene ingaggiato dalla Fiorentina con cui vince subito la Coppa Italia. Nella stagione successiva, dopo 17 partite, lascia la squadra viola in quanto  cinque tifosi lo minacciano per scarso impegno. La Fiorentina poi retrocede e fallisce.

Dopo una stagione alla Lazio, nell’estate 2004 approda all’Inter conquistando subito la Coppa Italia e lo scudetto d’ufficio in seguito alle vicende di ‘calciopoli’. Il 22 aprile 2007, battendo il Siena per 2-1, conquista il suo primo scudetto da allenatore sul campo, bissato l’anno successivo.

Il fallimento Champions porta però alle dimissioni e alla scelta dell’estero: il City prima, con lo scudetto batticuore vinto all’extra time nel 2012 (oltre a una FA Cup e una Community Shield) e il Galatasaray dopo, con il quale archivia però una stagione con poche luci (una Coppa di Turchia) e molte ombre.

Il ritorno all‘Inter, per sostituire l’esonerato Walter Mazzarri, si rivela una scelta sbagliata e dopo un anno e mezzo vola in Russia, per guidare il ricchissimo Zenit che lascia dopo un anno (e un 5/o posto in classifica) per tornare in Italia e iniziare la sua nuova avventura in nazionale.

 

 

Roberto Mancini è il nuovo CT della nazionale di calcio italiana.

Roma, 14 maggio – Tanto tuonò che piovve. Dopo annunci, sospiri, smentite di rito, depistaggi e pedinamenti, nemmeno troppo velati, il segreto di Pulcinella del calcio italiano è stato svelato. Il nuovo CT della nazionale di calcio italiana è Roberto Mancini, l’uomo dal ciuffo ribelle e da una sciarpa buona per tutte le stagioni e le squadre.

È lui che vince la volata con Ranieri, Ancelotti e tutti gli altri che erano stati accostati alla panchina azzurra, nessuno dei quali, però, ci aveva mai dato l’impressione di potercisi sedere. Solo lui, il “Mancio”, era il nostro papabile. Bastava solo aspettare che si sciogliesse dal legame con lo Zenit.

La presentazione ufficiale si svolgerà domani 15 maggio alle 12.00 a Coverciano con un’adeguata conferenza stampa, mentre il servizio effettivo lo prenderà il 28 maggio nell’amichevole contro l’Arabia Saudita. Con la Federcalcio Mancini ha firmato un contratto biennale fino al 2020, legato alla qualificazione agli Europei che si svolgeranno in quell’anno.

Roberto Mancini torna così in nazionale 24 anni dopo l’ultima partita che vi giocò durante la gestione Sacchi. La sua carriera di allenatore inizia nel 2000 come vice di Eriksson alla Lazio. Nel 2001, a stagione in corso, viene ingaggiato dalla Fiorentina con cui vince subito la Coppa Italia. Nella stagione successiva, dopo 17 partite, lascia la squadra viola in quanto  cinque tifosi lo minacciano per scarso impegno. La Fiorentina poi retrocede e fallisce.

Dopo una stagione alla Lazio, nell’estate 2004 approda all’Inter conquistando subito la Coppa Italia e lo scudetto d’ufficio in seguito alle vicende di ‘calciopoli’. Il 22 aprile 2007, battendo il Siena per 2-1, conquista il suo primo scudetto da allenatore sul campo, bissato l’anno successivo.

Il fallimento Champions porta però alle dimissioni e alla scelta dell’estero: il City prima, con lo scudetto batticuore vinto all’extra time nel 2012 (oltre a una FA Cup e una Community Shield) e il Galatasaray dopo, con il quale archivia però una stagione con poche luci (una Coppa di Turchia) e molte ombre.

Il ritorno all‘Inter, per sostituire l’esonerato Walter Mazzarri, si rivela una scelta sbagliata e dopo un anno e mezzo vola in Russia, per guidare il ricchissimo Zenit che lascia dopo un anno (e un 5/o posto in classifica) per tornare in Italia e iniziare la sua nuova avventura in nazionale.

 

 

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