Racconti di sport

Zahouhi, dalla Z alla A

Quarant’anni fa l’ivoriano dell’Ascoli fu il primo calciatore africano in Italia

Roma 5 aprile 2021 – Alla riammissione dei calciatori stranieri in Serie A nel 1980 è stato dedicato lo scorso anno un filone di questa rubrica.

In quel solco si inserisce la vicenda di François Jean Zahoui, ambientata nella seconda stagione dopo la riapertura delle frontiere (1981-82).

François Jean Zahoui, classe 1962, non ancora ventenne, è stato il primo giocatore proveniente dall’Africa a debuttare nel massimo campionato italiano.

E’ stato l’Ascoli Calcio a tesserarlo nell’estate del 1981, dopo averlo visto all’opera con la Stella Club d’Adjamé, squadra della capitale della Costa d’Avorio Abidjan, vincitrice quell’anno del titolo nazionale.

Parliamo dell’epoca migliore dell’Ascoli, che nella stagione 1979-80 aveva chiuso al quarto posto, miglior piazzamento in Serie A della sua storia.

Oggi ci si andrebbe in Champions League, con quei numeri. Va perciò dato merito al compianto commentatore di “90′ minuto” Tonino Carino da Offida, che diceva: “E’ un’Ascoli che sa di Brasile”.

Furono solo due le stagioni picene in maglia bianconera (senza marcare reti) per il giovane attaccante Zahoui, che era la terza scelta dopo le altre due punte Gil De Ponti e Hubert Pircher.

Zahoui poi proseguì la sua carriera di giocatore in Francia con il Nancy, il Tolone e il Nevers.

Intraprese poi la carriera da allenatore, iniziata in Francia e proseguita poi nel suo continente. Oggi Zahoui è il C.T. della nazionale della Repubblica centro-africana.

Nella sua carriera di Ct ha allenato anche la “sua” Costa d’Avorio, con la quale ha battuto in amichevole l’Italia di Prandelli 1-0 il 10 agosto del 2010.

Il culmine della sua avventura sulla panchina della nazionale ivoriana, però, lo ha raggiunto con la finale della Coppa d’Africa del 2012, che la Costa d’Avorio ha perso ai rigori contro lo Zambia.

In campo, nella finale giocata a Libreville, per gli “Elefanti” ivoriani c’erano Drogba, Gervinho e Kolo Tourè.

Quella di Zahoui è una storia che oscilla ripetutamente tra i due estremi del nostro alfabeto: dalla Z alla A.

Zahoui dall’Africa arriva in serie A all’Ascoli, a trovare un incrocio di zeta con il presidente Rozzi e l’allenatore Mazzone (che vediamo con lui nella foto a corredo dell’articolo), ma ad Ascoli rimase a zero gol.

E ancora una volta per François Zahoui, all’acme della sua carriera, ci fu una Z, quella dello Zambia, ad impedire che l’Avorio della sua costa natia diventasse oro continentale africano nel 2012.

Oggi gli atleti africani primeggiano nel calcio, basti pensare al fantastico duo d’attacco del Liverpool campione d’europa, composto dall’egiziano Salah e dal senegalese Manè.

Ma a questi campioni del XXI secolo aprì la strada dal continente nero proprio lui, François Zahoui.

Per chiudere, come spesso accade su queste colonne, un piccolo aneddoto personale che rende merito all’attaccante ivoriano, celebrandone finalmente un successo.

Venerdì 17 agosto 1984, per la prima giornata della massima serie francese, fu giocata Paris Saint Germain-Nancy Lorraine.

Con i parigini giocavano Susic, Fernandez e Rocheteau, mentre il Nancy Lorraine era allenato da Arsène Wenger, allora trentacinquenne.

Sugli spalti dello Stadio Parc des Princes di Parigi, ad assistere quella sera alla sconfitta casalinga per 2-4 del PSG, c’era anche chi scrive.

C’è bisogno di dirlo chi segnò all’88° il quarto gol per la squadra della Lorena? Vi concedo un indizio, il cognome inizia per Z.

 

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