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Racconti di sport. Quando c’era il Catanzaro…

calcio catanzaroRanieri cittadino onorario di Catanzaro. Una notizia che ci riporta alla mente gli anni d’oro della formazione calabrese. Quelli di Palanca, della Serie A e … del vento del “Comunale”.

Roma, 23 febbraio – La notizia che il Comune di Catanzaro ha approvato la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Ranieri, attuale tecnico del Leicester City ed ex calciatore e capitano dell’Us Catanzaro 1929, ci ha subito riportato al lungo momento di gloria che la formazione calabrese visse in A negli anni ’70 e ’80. Di quella squadra mister Claudio era uno dei pilastri. Un terzino sinistro (come lo definiva l’album della Panini) che giocò quasi tutte le partite di quei campionati con un rendimento più che accettabile e che dei giallorossi fu anche capitano. Ancora ci ricordiamo la formazione del Catanzaro 1976-77 in A: Pellizzaro, Silipo, Ranieri, Nicolini, Maldera, Vichi, Banelli, Improta, Sperotto, Boccolini, Palanca.

Una squadra che non riuscì a salvarsi (fece solo 21 punti e arrivò penultima), ma che lasciò un’impronta, poi seguita da quella che, a partire dal 1978-79, sarebbe rimasta nella massima serie per quattro stagioni consecutive. Ovviamente con Ranieri in campo, ma solo nelle prime tre, quelle della gloria.

Nel 1978-79, con Mazzone in panchina, il Catanzaro arrivò nono con 28 punti  schierando Mattolini, Sabadini, Ranieri, Zanini, Menichini, Turone, Nicolini, Orazi, Renzo Rossi, Improta, Palanca (e in panchina Casari, Groppi, Raise, Banelli e Piero Braglia). Un gruppo di lupi dei prati verdi, che misero in campo tutta la loro esperienza e furbizia per arrivare là dove il Catanzaro non era mai arrivato prima. Risultati prestigiosi come lo 0-0 in casa con la Juventus, i due pareggi con l’Inter (0-0 a Milano e 1-1 in casa), le due vittorie con la Roma (1-0 in Calabria e addirittura 3-1 all’Olimpico, con Palanca che segnò anche da calcio d’angolo uno dei suoi 10 gol di quel campionato), i due pari con la Fiorentina (0-0 in casa e 1-1 a Firenze), la vittoria casalinga con la Lazio (3-1) e lo 0-0 con il Napoli lo fecero considerare da tutti un “ammazza-grandi”.

E poi quello stadio, il “Comunale”, sferzato dal vento che spesso aiutava Palanca a disegnare le sue parabole, quando non tirava così forte da costringere l’arbitro a sospendere o rinviare la partita, come accadde ad inizio anni ’80 ad un match con la Roma, poi finito 1-1 nel recupero.

Ma se il campionato 1978-79 aveva fatto sognare i tifosi, quello del 1980-81 li fece sbalordire, visto che il loro Catanzaro arrivò ancora più su in classifica, ottavo con 29 punti. Zaninelli, Sabadini, Ranieri (immancabile e capitano), Boscolo, Menichini, Morganti, Sabato, Orazi, De Giorgis, Braglia, Palanca. In panchina il portiere storico Mattolini, l’enfant-du-pais Massimo Mauro (ancora giovanissimo), Majo, Borghi e uno dei tanti ex romanisti della squadra, Franco Peccenini, che insieme allo stesso Ranieri, ad Orazi e a Menichini ricordava spesso gli anni passati nella Capitale, in quella Roma che anche il Catanzaro fermò sul pareggio in entrambi i match (0-0 all’Olimpico, 1-1 in Calabria), così come fece con il Napoli, con la Fiorentina, con l’Inter e ancora con la Juventus, inchiodata sullo 0-0 in Calabria. In panchina ora sedeva la “roccia” interista Tarcisio Burgnich.

Ma il bello doveva ancora venire, visto che nella stagione successiva (1981-82) il Catanzaro arrivò addirittura settimo.Zaninelli, Boscolo, Ranieri, Celestini, Sabadini, Santarini, Mauro, Sabato, Borghi, Braglia, Bivi, che cammin facendo tolse il posto al romeno Nastase. E già, perché trovandosi in A nel momento della riapertura delle frontiere, il Catanzaro partecipò alla rivoluzione degli stranieri, anche se la scelta, con Nastase, non fu felicissima. In panchina sedeva un allenatore stravagante: Bruno Pace, che lo portò anche alla semifinale di Coppa Italia, poi persa contro l’Inter.

L’anno dopo (1982-83) Ranieri non c’era più, perché aveva appeso gli scarpini al chiodo e il Catanzaro, fatalità, retrocesse in B.

La favola finì lì, visto che nella stagione ancora seguente la squadra precipitò addirittura in C1.

Gli anni d’oro erano alle spalle e con la scelta di dare la cittadinanza onoraria a Claudio Ranieri l’amministrazione comunale dimostra di non averli dimenticati.

“Sono onorato della proposta e felicissimo di accettare questo prestigioso riconoscimento” ha detto il vecchio capitano degli anni belli.

La cerimonia si terrà nell’ultima settimana di giugno nella sala consiliare di Palazzo De Nobili.

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