Racconti di sport

Racconti di sport. Gemmill-style

Quando il “ragioniere di centrocampo” Archie Gemmill si trasformò in Maradona

Roma, 2 giugno 2020 – In Italia il Mondiale di Argentina ’78 è stato il primo a colori della storia del calcio. Nel senso che è stato il primo che i più fortunati hanno potuto vedere a colori alla Tv. Proprio in quell’anno, infatti, si dava l’addio alla televisione in bianco e nero e anche se l’arancione dell’Olanda o il rosso della Spagna sdoppiavano le figure dei giocatori sul campo, dando l’impressione che giocassero in coppia, per noi andava bene lo stesso.

In quel giorno che stiamo per raccontarvi, però, contro la Scozia, l’Olanda giocava in maglia bianca e di arancione aveva solo i calzoncini e i calzettoni. Sicché a sdoppiarsi era solo la parte bassa dei suoi calciatori, non il busto. Ma quando al 67’ lo scozzese Archie Gemmill cominciò a saltare i difensori olandesi come se fossero birilli per poi andare a battere Jongbloed in uscita … beh, credeteci, sembrava che avesse dribblato tutta la squadra.

Sarà stata la bellezza del gol. Sarà stato il pall-color che sdoppiava culi e gambe degli orange, ma a noi che lo ammirammo alla Tv sembrò una rete di quelle che, al campetto dell’oratorio, segnava sempre il ragazzino più forte di tutti. Quello che prendeva il pallone, saltava l’intera squadra avversaria e lo depositava in porta.

Quel gol non servì alla Scozia per passare il turno, visto che poi con l’Olanda vinse 3-2 nell’ultima gara di un girone che aveva giocato male e al termine del quale fu subito eliminata dal Mondiale (per passare doveva vincere almeno con 3 gol di scarto contro gli olandesi). Ma fece entrare Archie Gemmill nel club delle icone del calcio, dove avevano già il loro posto tre suoi grandi compagni di quella nazionale scozzese che è passata alla storia come la Tartan Army: Souness, Dalglish e lo “squalo” Jordan.

Una nazionale che era partita per l’Argentina con l’orgoglio di essere più forte dell’odiata Inghilterra (eliminata nelle qualificazioni) e addirittura con i proclami trionfalistici del suo Ct, McLeod, che alla partenza per l’Argentina aveva dichiarato: “Vinceremo il Mondiale!”. Ma che poi è tornata subito a casa con quell’unica perla in tasca. Il gol inutile di Archie Gemmill, centrocampista di buon talento che nel Derby County era diventato un pilastro con mister Brian Clough e che nei due anni successivi, con il Nottingham Forest allenato sempre da quest’ultimo, sarebbe addirittura riuscito a vincere per due volte di seguito la Coppa dei Campioni.

Un gol che inaugurò un vero e proprio Gemmill-style, tanto ebbe risalto negli anni successivi in romanzi e film di successo.

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