Racconti di sport

Racconti di sport. Centodieci anni in rossoblu

Il centodieci anni del Bologna che faceva tremare il mondo e giocava cosi bene come solo in Paradiso.

Roma, 23 luglio 2019 – “Bologna è una vecchia signora, dai fianchi un po’ molli, con il seno sul piano padano e il culo sui colli” canta Guccini nella sua canzone dedicata al capoluogo emiliano. E una vecchia signora è anche la squadra che rappresenta la città, visto che in questo 2019 festeggia i suoi 110 cento anni di vita, essendo stata fondata il 3 ottobre del 1909. Ma i festeggiamenti in città sono già in corso, soprattutto dopo la sofferta salvezza conquistata nell’ultimo campionato grazie a Sinisa Mihajlovic, che oggi deve vincere la sua partita più importante (in bocca al lupo da tutti noi, ovviamente). Dei centodieci anni in rossoblu, però, quello è stato solo l’ultimo, entusiasmante, capitolo. Prima c’era stata la squadra che “tremare il mondo fa” e che, negli anni pionieristici del nostro campionato, vinceva anche lo scudetto. Poi c’era stata quella del dottor Bernardini, che giocava così bene che solo in Paradiso facevano altrettanto. Ed è quello il Bologna più famoso e amato della storia, anche perché è l’unica squadra che ha vinto lo scudetto in uno spareggio a fine campionato (con l’Inter, all’Olimpico di Roma, al termine della stagione 1963-64). Motivo per il quale gli dedichiamo la foto dell’articolo. Un unicum che fece innamorare del Bologna tanti tifosi di altre squadre o neutrali. Era il Bologna di Giacomino Bulgarelli e di Ezio Pascutti. Grandi giocatori come i molti del passato e quelli che li hanno seguiti, tipo Beppe Savoldi, il bomber degli anni ’70. O Roberto Baggio, che a Bologna visse una stagione fantastica rilanciandosi dopo le delusioni milanesi. O Beppe Signori e Marco Di Vaio. Ne citiamo solo alcuni, ma non vogliamo far torto ad altri. Ed è giusto che questi centodieci anni il Bologna li festeggi in serie A, dove merita di stare per censo, tradizione e storia. Perché il Bologna, la storia del nostro massimo campionato, l’ha scritta a lettere d’oro.

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