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Racconti di sport. Romanzo giallorossoblù

pruzzo roma genoaDomenica, alle 12.30, c’è Roma-Genoa. Una partita intrisa di ricordi, aneddoti e doppi ex che stavolta nessuna delle due squadre può perdere.

Roma, 1 maggio – Roma e Genoa sono due delle squadre nobili del calcio italiano e domenica, all’ora di pranzo, si incontrano per continuare ad inseguire i rispettivi obiettivi: la qualificazione in Champions direttamente come seconda classificata la Roma, quella in Europa League e, magari, il sorpasso sulla Sampdoria (sopra di appena un punto) il Genoa.

In serie A (a girone unico) le due squadre si sono incontrate 95 volte, di queste la squadra capitolina ne ha vinte 42, il Genoa 32 e 21 sono stati i pareggi, con 141 gol fatti dai giallorossi e 98 reti messe a segno dai genoani. Questi ultimi a Roma non vincono dall’1-0 con gol di Aguilera del 17 gennaio 1990, quando si giocò allo Stadio Flaminio perché l’Olimpico era in ristrutturazione per i Mondiali. Da quando il Genoa è tornato in A, poi, ha sempre perso in casa della Roma: 7 volte su 7.

Ma la squadra di Gasperini quest’anno si sta divertendo a interrompere tutti i tabù, visto che fino al successo di mercoledì erano 57 anni che non vinceva a San Siro contro il Milan. Senza contare che per il gioco che esprime, fatto di triangolazioni basse e veloci, interscambi e rapidità, ha le armi giuste per mettere in crisi la compassata formazione di Garcia.

Oltre ai numeri a Roma-Genoa si lega poi un aneddoto particolare, visto che proprio in occasione di una partita nella Capitale alla fine degli anni ’20 il Genoa fu la prima squadra italiana a utilizzare l’aereo per andare in trasferta.

Entrambe le squadre, poi, retrocessero in B nel 1950 (unica retrocessione della storia della Roma, purtroppo non del Genoa) e hanno vinto il Torneo Anglo-Italiano, ideato nel 1969 da Gigi Peronace, manager italiano che si era trasferito in Inghilterra negli anni ’50.

Ma la cosa che accomuna maggiormente le due formazioni sono i tanti doppi ex di entrambe: su tutti, ovviamente, bomber Pruzzo e poi, tanto per citarne qualcuno, Nela, Bruno Conti, Iorio (tutti protagonisti dello scudetto giallorosso dell’83, vinto aritmeticamente proprio in casa del Genoa, che con quel pareggio si salvò) e Gianluca Signorini, capitano dell’indimenticabile Genoa di Bagnoli nel quale, al centro della difesa, faceva coppia con Collovati, che qualche tempo prima aveva avuto vicino anche nella Roma. In rossoblu aveva giocato Ramon Turone (quello del famoso gol annullato contro la Juve) e ha chiuso la carriera la bandiera giallorossa Aldair che, vista la nostra storia e gli incroci del destino, probabilmente in Italia non poteva giocare con nessun altra squadra che non fosse il Genoa.

Oggi Roma e Genoa hanno in ballo la comproprietà di Bertolacci, uno dei migliori centrocampisti italiani del campionato che non si capisce perché a Trigoria non facciano di tutto per riportarlo a casa, preferendo puntare su pari  ruolo stranieri.  Ma anche altri giocatori genoani potrebbero far comodo alla squadra di Garcia per il futuro: Perotti, Iago Falque su tutti. Grazie a loro Gasperini ha costruito una delle formazioni più spettacolari del campionato, che meriterebbe la qualificazione in Europa per quanto di bello ha fatto vedere finora.

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