Racconti di sport- Rugby – “Lawrence” Dallaglio, italiano d’Inghilterra

Breve storia di un leader incompiuto della nazionale inglese di Rugby a XV
Roma, 14 febbraio – Per avvicinarci alla seconda giornata del 6 Nazioni 2015, che oggi nel pomeriggio vedrà gli azzurri in campo a Twickenham contro l’Inghilterra, ecco un ritratto di un personaggio che accomuna i due
Paesi.
Il signor Lorenzo Bruno Nero Dallaglio, meglio noto come “Lawrence”, nasce a Shepherd’s Bush, Londra, nel 1972, da padre italiano e madre inglese di origini irlandesi. La sua adolescenza è segnata nel profondo da un tragico evento: la sorella maggiore Francesca perde prematuramente la vita, assieme ad altre 50 vittime, nel ribaltamento del battello “Marchioness”; l’incidente di navigazione avviene il 20 agosto 1989 nel tratto urbano del fiume Tamigi, vicino al ponte ferroviario di Cannon Street. Altri momenti significativi della sua gioventù, le partecipazioni come corista alla registrazione presso gli storici studi di Abbey Road del pezzo di Tina Turner “We don’t need another hero” (colonna sonora del film “Mad Max” con Mel Gibson del 1985) e più tardi al
matrimonio del famoso autore di musical Andrew Lloyd Webber.
Dallaglio – atleta dal fisico imponente, come si addice a tutte le grandi terze linee – svolge tutta la sua carriera professionistica (1990-2008) nei London Wasps, di cui fu capitano dal 1995.
Nonostante le origini miste è un vero cockney, e quando ne ha l’opportunità sceglie di  rappresentare l’Inghilterra. Con la nazionale disputa 85 incontri ufficiali tra il 1995 e il 2007, venendone designato capitano nel 1997 dal commissario tecnico Clive Woodward. Nel 1999 il tabloid News of the World pubblica la notizia del suo presunto passato di assunzione e spaccio di stupefacenti, risalente a molti anni addietro. Il giocatore controbatte le accuse e tenta di difendersi; la vicenda non giunse però ad un chiarimento definitivo, nonostante il lavoro della commissione federale d’inchiesta di cui fece parte lo stesso Woodward. A seguito dello scandalo giornalistico,
Lawrence è costretto a rinunciare alla fascia di capitano, come pretende l’esigente opinione pubblica britannica, che impone ai suoi personaggi celebri il rispetto del principio di accountability.
Il suo predecessore Martin Johnson torna così a guidare i bianchi d’Inghilterra nel nuovo Torneo delle 6 Nazioni, inaugurato nel successivo anno 2000, e poi anche nella prima e sinora unica vittoriosa Coppa del Mondo australiana del 2003. Dallaglio continua a vestire la maglia dell’Inghilterra; con la nazionale vince il mondiale 2003 e partecipa alla successiva edizione francese del 2007, persa in finale contro il Sudafrica di John Smit, Brian Habana e del vecchio Os du Randt (ma questa è un’altra storia…).
A compensare queste occasioni da leader mancato, la sorte ha riservato a Dallaglio altre soddisfazioni: dopo l’onorificenza di Member of the Order of the British Empire, ricevuta nel 2003 assieme a tutta la squadra inglese campione del mondo, la Regina Elisabetta II gli ha conferito nel 2008 per meriti sportivi e di impegno sociale quella ulteriore di Ufficiale dell’Ordine medesimo.
Oggi Lawrence è direttore esecutivo dei London Wasps e gestisce una fondazione benefica  porta il suo nome.
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