La Santa Pasqua, calcistica…

Ricordo particolare, di una Pasqua particolare...

Roma, 14 aprile 2024.

 

La Santa Pasqua è una festività importante per la cristianità, forse più importante del Natale dal momento che racchiude il dolore per la crocifissione di Cristo e successivamente la gioia per la sua resurrezione e la speranza di un mondo migliore.

La Pasqua del 14 aprile 1974, cinquant’anni fa, è una giornata strana per il brutto tempo meteorologico e per un’attesa particolare, sentita, dal punto di vista calcistico per la mia Lazio.

Siamo alla venticinquesima giornata, su trenta complessive, ed i biancocelesti vengono da due risultati estremamente positivi come la vittoria nel rocambolesco derby di due settimane prima ed il pirotecnico 3-3 di Napoli contro una diretta inseguitrice per il titolo.

Sta di fatto che se è vero che la Lazio si è tolta brillantemente due impegni gravosi è altrettanto vero che il vantaggio sulla Juventus inseguitrice adesso è di soli tre punti.

L’esperienza dello scorso torneo, dove i bianconeri rimontarono addirittura cinque punti nelle ultime sei giornate, è ancora viva e quando si è costretti a vincere a tutti i costi diventa oltremodo più difficoltoso.

La Lazio affronta il Verona in casa, come la Juventus con il Cagliari, mentre il Napoli se la vede a S.Siro contro il Milan.

Inizia la gara che si mette subito bene con il vantaggio laziale dopo pochi minuti, ma soprattutto è l’atteggiamento che rassicura perché gli uomini di Maestrelli non mollano la presa attaccando di continuo senza calcoli.

Il calcio però è materia strana ed incredibilmente il primo tempo si chiude con il Verona avanti per 1-2, dovuto a due sbavature della difesa biancoceleste ma anche all’incredibile serie di occasioni sprecate dai padroni di casa.

La Santa Pasqua si sta trasformando in una tragedia greca in cinque atti, siamo tutti increduli e pieni di paura per qualcosa d’irreparabile che non vorremmo vivere.

Improvvisamente però la magia di quell’annata si compie e si viene a creare un qualcosa di mai visto.

I calciatori della Lazio, appena finito il primo tempo, vengono ricacciati in campo da un volitivo Maestrelli invece di riposare e prendere una bevanda nello spogliatoio.

Tutto lo stadio assiste al rientro in campo dei giocatori della Lazio che si dispongono sul terreno di gioco, nei loro ruoli, in attesa del rientro del Verona, per quindici interminabili minuti…

Si crea un’atmosfera incredibile con noi tifosi che cominciamo ad incitare la squadra senza tregua e l’incredulità dei calciatori del Verona, che rientrano in campo e si trovano davanti una realtà impensabile, è massimale.

Il pessimismo e lo sconforto del finale del primo tempo si trasforma in una cavalcata fantastica; un vero massacro, dove il carattere e la tecnica di quel manipolo di atleti rovescia la situazione chiudendo la gara sul 4-2 finale.

A compimento di quello che alla fine diventerà una vera giornata di festa sono i due pareggi di Juventus e Napoli; una vera e Santa Pasqua

E’ l’ennesimo episodio di una stagione eccezionale, irripetibile, di una serie di congiunture che alla fine, come le tessere di un mosaico, vanno tutte al posto giusto.

A cinque giornate dalla fine la Lazio aumenta a quattro i punti di vantaggio sulla Juventus e a sei sul Napoli, ormai fuori concorso.

Il sogno si sta per realizzare…

 

 

 

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