Racconti di sport

Racconti di sport: “Il debutto”

calcio Chinaglia NazionaleRoma, 21 giugno  2017 – Oggi, per i colori biancocelesti della Lazio, è una giornata particolare a cui fanno capo due momenti “storici” per il primo sodalizio della Capitale. Quello più vicino nel tempo è il trentennale del famoso Lazio-Vicenza che scongiurò, con un goal di Giuliano Fiorini a sette minuti dalla fine, la caduta della Lazio in serie C nel drammatico campionato segnato dalla penalizzazione di 9 punti e che il sottoscritto ha già tracciato due anni fa nel racconto “La resurrezione”.
Oggi invece  vi racconto quello che successe a Sofia, in Bulgaria, esattamente 45 anni fa e  cioè il debutto in maglia azzurra di Giorgio Chinaglia, significativo per i tifosi laziali perché per la prima volta veniva convocato un giocatore reduce dal campionato di serie B.
La Lazio tre giorni prima a Bari aveva chiuso il suo anno di purgatorio col conseguimento della promozione in A e Giorgione aveva vinto con 21 reti il titolo di capocannoniere della cadetteria, meritandosi una convocazione, nell’aria da qualche tempo, che si determinò a margine di una mini-tournèe della nostra Nazionale di calcio nei Balcani, prima in Romania e poi in Bulgaria.
Chinaglia, accompagnato dal suo mentore Tommaso Maestrelli, raggiunse gli azzurri a Sofia direttamente da Bari e con l’insolito numero 14 andò in panchina pronto a subentrare ad uno spento Anastasi ad inizio ripresa.
Gli azzurri stavano perdendo per 1-0 una gara senza sussulti, classica di fine stagione e l’ingresso di Giorgione diede un po’ di fervore ad i nostri.
Alle 19, ora italiana, ebbe inizio il secondo tempo e l’emozione mi assalì vorticosamente con la speranza di vedere il mio idolo fare bella figura con la maglia azzurra, la maglia più prestigiosa.
Dopo soli 5 minuti, al 50’, Capello da centrocampo lanciò lungo Chinaglia che, sullo scatto, fece fuori Kolev lo stopper avversario ed arrivò a tu per tu col portiere avversario; il tiro fu ribattuto da Goranov in uscita, ma la sfera carambolando sulla destra dell’estremo difensore fu prontamente  riagganciata da Long John e scaraventata di forza in rete di sinistro. L’urlo che uscì fuori dalla mia gola spaventò mia madre intenta a preparare la cena ed all’epoca ancora non sintonizzata sulla “malattia terminale” del figlio; fù una delle mie più grandi emozioni, il mio idolo aveva segnato in Azzurro al primo colpo, dopo appena 5 minuti ed il giorno dopo, libero da impegni scolastici, in vacanza e senza pensieri, girai per il quartiere come un matto rivendicando l’orgoglio biancoceleste, contro gli smarriti romanisti, di avere l’attaccante della Nazionale, al pari del grande Gigi Riva.
La carriera di Chinaglia in Nazionale non fù fortunata, tuttavia rimangono vivi alcuni ricordi legati a partite disputate all’estero, in Lussemburgo ed in Inghilterra in special modo, dove il rispetto nei confronti dei nostri connazionali, emigrati per motivi di lavoro, fù il cavallo di battaglia di Giorgio, la sua feroce determinazione, nel segno di quello che fù la sua esperienza vissuta da ragazzo.        
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