Medicina

Contagio Coronavirus: Aggiornamento del 26.04.2020

Scendono i contagi in terapia intensiva, quasi dimezzati i morti: 260

Contagio Coronavirus Covid-19: i dati delle ultime 24 ore.

Coronavirus dai dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile. Calano contagi e terapia intensiva, i morti scendono a 260

Contagio Coronavirus – Questi i dati ufficiali forniti alle ore 18:00 del 26.04.2020 con il bollettino ufficiale comunicato dal Dipartimento di Protezione Civile sulla situazione della diffusione e del contagio coronavirus in Italia.

Il totale delle persone risultate colpite dal contagio da Coronavirus, è di 197.675, +2.324 (ieri erano 195.351, +2.357).

I contagiati dal coronavirus in cura sono 106.103, +256 (ieri 105.847, -680 ), di cui in terapie intensive 2.009, – 93 (ieri 2.102, -71, in diminuzione costante da 20 giorni), ricoverati con sintomi 21.372, -161 (ieri erano 21.533, – 535); in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi 82.722,+510 (ieri erano 82.212,-74)

Le persone dimesse e guarite dal contagio coronavirus, in totale sono 64.928, +1.808 (ieri 63.120)

I morti per il contagio coronavirus sono in totale 26.644, +260 quindi -155 di ieri (26.384, +415), dati questi ultimi da confermare quando l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso)

Come continuiamo a dire, dai dati forniti dalla Protezione Civile, non è precisato se nel numero dei morti comunicati, sono compresi eventuali decessi di ricoverati in terapia intensiva, che farebbe calare il numero dei ricoverati, risultando quindi… una vittoria sulla malattia!

CORONAVIRUS, COVID-19 – Conte e fase due.
Dopo la riunione con i capi delegazione della maggioranza per definire le misure per la fase 2, in videoconferenza, è iniziata la ‘cabina di regia’ tra il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, affiancato dal ministro della Sanità Roberto Speranza e il titolare degli Affari Regionali Francesco Boccia e le delegazioni di Regioni, Anci e Upi.
I sindaci, con una lettera indirizzata a Conte, hanno detto “Noi Sindaci, fin dall’inizio di questa emergenza, abbiamo garantito collaborazione al Governo con senso di responsabilità e in un sincero spirito di solidarietà tra istituzioni, che riteniamo doveroso. Oggi, confermando la nostra leale collaborazione, rivendichiamo alcune misure che riteniamo indispensabili per avviare la fase due, per una ripartenza vera, che non lasci indietro nessuno. E lo facciamo con la nostra abituale concretezza”. I Sindaci chiedono “indicazioni chiare e inequivoche sul corretto utilizzo delle mascherine alla popolazione e ai lavoratori, assicurando disponibilità nelle farmacie ad un prezzo fisso calmierato”. “Integrale sostegno finanziario al trasporto pubblico locale, inclusi i minori ricavi da perdita della bigliettazione e incentivi sulla micro mobilità elettrica, semplificazioni per la realizzazione di piste ciclabili” e “Prevedere che nell’ambito della liquidità che sarà resa disponibile dall’UE all’Italia con gli strumenti finanziari straordinari, una quota parte sia assegnata ai Comuni e alle Città metropolitane”. Inoltre “Migliorare il coordinamento delle misure di sostegno economico per i numerosi settori produttivi colpiti duramente dall’emergenza in modo da assicurare a tutti liquidità in tempi rapidi ed effettivo sostegno con particolare attenzione al settore turistico e balneare” ma anche “Assicurare a Comuni e Città metropolitane risorse congrue per la spesa corrente alla luce della imponente riduzione di gettito fiscale, con particolare riferimento all’azzeramento delle imposte di soggiorno e di occupazione del suolo pubblico e alla forte riduzione della Tari”. L’Anci, propone anche di “rifinanziare i cd. buoni spesa già erogati dai Comuni e assegnare ai Sindaci un plafond di risorse per il sostegno al reddito strettamente legato agli effetti sociali ed economici dell’emergenza”
Antonio Decaro, presidente dell’Anci, in un diretta Facebook, chiede “di ampliare il bonus bebè e il bonus babysitter, abbiamo chiesto di anticipare l’apertura dei campi estivi con oratori e il privato sociale”. “Relativamente al trasporto pubblico, abbiamo chiesto di definire la capacità massima di bus e vagoni metro: non si può dire distanza un metro e vietare l’assembramento. Cioè se entrano solo le persone pari al numero dei posti a sedere o se entra un quarto della capacità”.
“Stiamo uscendo dalla emergenza sanitaria, la stiamo superando ma non stiamo uscendo dalla pandemia e dal rischio del contagio. E sono preoccupato dal fatto che magari tutti pensiamo che dal 4 maggio possiamo tornare a fare quello che facevamo prima ma in realtà non è così. Dobbiamo abituarci a vivere in maniera diversa rispetto al passato. Dalla cabina di regia ci aspettiamo indicazioni precise. A nome di tutti i sindaci italiani chiedo al governo indicazioni precise sul trasporto, sull’uso delle mascherine, su dove i genitori che tornano al lavoro potranno lasciare i bambini“.

Per le Province, il presidente dell’Upi Michele de Pascale, chiede, fra l’altro “Per la scuola le Province, che gestiscono le 7.400 istituti superiori, hanno bisogno di indicazioni certe” sulla loro riapertura, “per potere iniziare subito a riorganizzare gli edifici in linea con le indicazioni anti Covid 19 in modo da poter essere pronti per il nuovo anno scolastico. Ma siamo anche a piena disposizione per trovare soluzioni sia per assicurare ai ragazzi maturandi la possibilità di svolgere le prove orali di persona, sia a ragionare su possibili esigenze immediate”.

In un’intervista a Repubblica, Giuseppe Conte ha dichiaratoStiamo lavorando per consentire la ripartenza di buona parte delle imprese, dalla manifattura alle costruzioni per il 4 maggio. Non possiamo protrarre oltre questo lockdown: rischiamo una compromissione troppo pesante del tessuto socio-economico del Paese” sottolineando che il rientro a scuola sarà previsto “a settembre”. “Annunceremo questo nuovo piano al più tardi all’inizio della prossima settimana – afferma il capo del governo – La condizione per ripartire sarà il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, per i luoghi di lavoro, per le costruzioni e per le aziende di trasporto. Nel rispetto di queste condizioni rigorose, potranno riaprire, già la settimana prossima, passando però dal vaglio dei prefetti e con autocertificazione, attività imprenditoriali che consideriamo ‘strategiche’, quali lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico, come pure attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export, che rischiano di rimanere tagliate fuori dalle filiere produttive interconnesse e dalle catene di valore internazionali”. “Il piano che presenteremo – continua Conte – sarà molto articolato perché conterrà anche una più generale revisione delle regole sul distanziamento sociale. Revisione delle regole, voglio chiarirlo subito, non significa abbandono delle regole”. Poi, sul tema delle autocertificazioni spiega: “Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni. Faremo in modo di consentire maggiori spostamenti, conservando, però, tutte le garanzie di prevenzione e di contenimento del contagio“.

Poi, ovviamente, contraddicendo se stesso e il Presidente Mattarella sulla coesione sociale, sull’ipotesi dell’appoggio esterno di Berlusconi, commenta: “Apprezzo il sostegno, ma è bene che i ruoli restino distinti”.

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