Erano le 23 del 22 marzo 1977 quando il 22enne Claudio Graziosi, appartenente al IV Reparto Celere di Napoli, era stato aggregato nella Capitale per servizi di ordine pubblico, mentre libero dal servizio si trovava a bordo di un autobus di linea Atac, riconosceva in una passeggera, la pericolosa terrorista, evasa da poco dal carcere di Pozzuoli, Maria Pia Vianale.
La Guardia di P.S., si avvicinava all’autista e, qualificatosi, gli diceva di dirigersi verso il più vicino posto di Polizia – il comando della Polizia Stradale di via Volpato – nei pressi dell’attuale Commissariato San Paolo. I passeggeri iniziarono a protestare, costringendo così Graziosi a qualificarsi nel tentativo di bloccare la donna.
Nel fare ciò, perdeva l’attenzione a quanto avveniva alle sue spalle e di questo ne approfittava un secondo terrorista dei Nap, Antonio Lo Muscio, che avvicinatolo, vigliaccamente, gli sparava alla schiena, uccidendolo mentre i due terroristi fuggivano in direzione del ponte ferroviario di via Portuense. Vane erano le immediate ricerche effettuate dagli altri equipaggi intervenuti.
Solo il 1° luglio i due terroristi, mentre erano insieme all’altra terrorista Franca Salerno dinanzi alla chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, vennero riconosciuti da una pattuglia di Carabinieri. Nell’immediato conflitto a fuoco, Lo Muscio rimase ucciso e le due donne arrestate.
La 41ma ricorrenza del sacrificio dell’ennesimo Servitore dello Stato, alla presenza dei famigliari, delle Autorità civili, militari e dei colleghi della vittima, è stata ricordata con la deposizione da parte del Questore di Roma Guido Marino – a nome del Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli – di una corona d’alloro sulla lapide collocata all’interno del Commissariato San Paolo, in via Portuense 183.
Il triste ricordo, proprio nel momento in cui il s.procuratore generale di Genova Zucca, pm nel processo per le vicende del 2001 della Diaz e Bolzaneto, in parallelo con la vicenda Regeni ha dichiarato “i nostri torturatori sono al vertice della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori”.
A tali gravi dichiarazioni, da Agrigento dove commemorava il Dott. Montana ucciso dalla mafia nel 1985, ha risposto con fermezza il Capo della Polizia, Prefetto Gabrielli. Oltre a Montana, ha ricordato “i tantissimi troppi colleghi delle forze di polizia, magistrati, imprenditori, sindacalisti, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni che hanno pagato con la loro vita quel loro impegno”. Un esempio per chi ancora oggi ha compiti di responsabilità e che rende ancora più offensive “le parole di chi ha detto che ai vertici della polizia ci sono dei torturatori” concludendo “Noi facciamo i conti con la nostra storia ogni giorno, noi sappiamo riconoscere i nostri errori. Noi, al contrario di altri, sappiamo pesare i comportamenti”.
Il tutto, aggravato dalla visione di sorridenti terroristi assassini che occupano gli spazi televisivi della televisione “di stato” pagata dai cittadini della Repubblica…
La redazione di “www.attualita.it”, nell’unirsi al cordoglio e la solidarietà alla Polizia di Stato, stamane ha ricordato il valore di Claudio Graziosi, nella sua rubrica “Almanacco”.
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