Emergenza droghe a Bologna: i dati delle acque reflue e dell’Ausl incoronano la città per i consumi
Le più recenti rilevazioni riportate nella Relazione Annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze e dai dati diffusi dall’Ausl locale evidenziano consumi di sostanze stupefacenti record nel capoluogo emiliano, tra cannabis, droghe sintetiche, cocaina e crack.
Bologna si trova al centro di un’emergenza legata all’aumento esponenziale del consumo di droghe, con primati negativi relativi al consumo di cannabis, ecstasy e amfetamine come emerge dall’ultima Relazione Annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze e dai dati diffusi dall’Ausl locale. C’è una diffusione pervasiva con un impatto sempre più marcato sulle fasce giovanili.
Parallelamente, i numeri sul costante incremento degli utenti in cura — compreso il raddoppio dei casi legati all’uso di crack — appartengono al bilancio dell’Ausl di Bologna, che ha tracciato l’evoluzione dei pazienti e dei nuovi accessi giovanili registrata nel biennio compreso tra il 2023 e il 2025, confermando un trend strutturale in costante crescita.
Le analisi condotte sulle acque reflue della città delineano una situazione critica, evidenziando come la cannabis registri una media di addirittura 98 dosi giornaliere ogni mille abitanti. Questo valore raddoppia la media nazionale, posizionando il capoluogo emiliano in vetta alla classifica (con Torino).

La città è sul gradino più alto del podio per il consumo di ecstasy, condiviso con Milano e Genova, e si colloca al terzo posto per quanto riguarda le amfetamine, dietro a Merano e Trento: 0,28 dosi giornaliere stimate ogni mille abitanti.
Un ulteriore elemento di conferma sulla massiccia presenza di stupefacenti arriva dalle indagini eseguite sul particolato atmosferico in diverse zone della città, tra cui via Gobetti alla Bolognina, i Giardini Margherita e via Chiarini alla Barca. Nei campioni analizzati, il principio attivo del Thc e la cocaina sono stati isolati nel 100% casi, mentre la ketamina è stata rilevata nella grande maggioranza delle campionature esaminate.
A testimoniare la gravità della situazione sul piano sanitario e sociale concorrono i dati forniti dall’Ausl di Bologna relativi alle persone assistite per dipendenze da sostanze illegali, che nel corso del 2025 hanno raggiunto quota 2.854 pazienti. Tale cifra segna un incremento di 320 unità rispetto all’anno precedente, evidenziando una crescita costante e strutturale dei soggetti che necessitano di supporto clinico e riabilitativo.
All’interno di questo scenario complessivo, il crack ha fatto registrare un raddoppio degli assuntori in cura nel giro di un biennio, passando dai 353 casi del 2023 ai 623 del 2025. In parallelo, cresce anche l’incidenza delle persone trattate per dipendenza da cocaina, che si attestano a oltre un quarto del totale dei pazienti in carico.
Sempre secondo i rapporti dell’Ausl, i ragazzi under 25 seguiti dai servizi territoriali sono 259, e per oltre la metà di essi si tratta di nuovi accessi ai percorsi di cura. Questo dato conferma come l’avvicinamento alle sostanze stupefacenti avvenga spesso in età precoce, sollevando interrogativi profondi sulla tenuta del tessuto sociale e sulla necessità di interventi tempestivi di prevenzione, educazione e contrasto sul territorio.
Di recente, un’operazione congiunta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza presso l’aeroporto Marconi ha portato al sequestro di oltre 130 litri di droga liquida nota come “Monkey Tail“, nascosta in bottiglie presentate come alcolici all’interno dei trolley di due cittadini nigeriani. Il valore della coda della scimmia? Circa 100.000 euro. Perché sulla pelle di chi ci casca qualcuno fa affari d’oro.
L’aumento vertiginoso dei consumi di sostanze stupefacenti, dalle droghe sintetiche al crack, si riflette drammaticamente sulla salute mentale e sul sistema nervoso degli assuntori. Sostanze come amfetamine, ecstasy e ketamina alterano i neurotrasmettitori cerebrali, innescando quadri clinici caratterizzati da ansia acuta, irritabilità estrema e crisi di nervosismo incontrollabile.
Questo stato di iperattivazione e stress psicologico costante logora le capacità di reazione dell’individuo, predisponendo a episodi di panico debilitanti. I dati sui ricoveri e sulle prese in carico confermano che la diffusione di queste dipendenze amplifica i disturbi psichiatrici, trasformando l’emergenza sanitaria in un crollo di stabilità emotiva e sociale nella città.
Di fronte a questa escalation, l’impegno quotidiano delle Forze dell’ordine e degli operatori sanitari dell’Ausl rappresenta un argine fondamentale per il contenimento del fenomeno e la presa in carico dei pazienti, come dimostrano l’aumento dei trattamenti e le brillanti operazioni di sequestro condotte all’aeroporto Marconi.
Tuttavia, l’azione repressiva e sanitaria, pur encomiabile e necessaria, rischia di rimanere parziale se non viene affiancata da politiche di prevenzione strutturate, interventi mirati di riduzione del danno e un forte coinvolgimento del tessuto sociale ed educativo. Solo una strategia integrata e di lungo respiro potrà affrontare efficacemente le radici profonde del disagio giovanile e della dipendenza nella comunità bolognese.
