Italia divisa in due: i cantieri a Firenze e sulla Direttissima hanno mandato in tilt i treni. Ecco fino a quando dureranno i disagi
Caos treni nell'estate 2026: i maxi-cantieri sulla Direttissima e a Firenze tagliano in due l'Italia. Ritardi fino a 3 ore e linee deviate: ecco le date.
Viaggiare in treno tra il Nord e il Sud Italia in questa estate 2026 si sta trasformando in un vero e proprio incubo con deviazioni su percorsi più lenti. La causa è il maxi-piano di interventi infrastrutturali che sta interessando il nodo ferroviario di Firenze e la spina dorsale dell’Alta Velocità italiana, la Direttissima Firenze-Roma. Per consentire lavori indispensabili di messa in sicurezza e potenziamento tecnologico, RFI ha dovuto varare modifiche straordinarie alla circolazione, costringendo i treni AV (Frecciarossa e Italo) a deviare sulle linee storiche costiere: la Tirrenica e l’Adriatica.
“La circolazione dei treni è ripresa regolarmente dalle ore 4 di venerdì 10 luglio, la circolazione ferroviaria nel nodo di Firenze dopo la conclusione della prima fase dei lavori di Rete Ferroviaria Italiana per la sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino. Come previsto dal cronoprogramma, i treni sono tornati a circolare sulle tratte Firenze Campo di Marte–Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte–Firenze Santa Maria Novella, consentendo il ripristino del normale esercizio ferroviario dopo quattro giorni di intenso.“
Il risultato, però, è un sistema ferroviario nazionale in forte sofferenza, con passeggeri intrappolati in ritardi record e un effetto domino che sta travolgendo anche i trasporti regionali.
Per arrivare da Milano a Roma si è passati dalle 3 ore fino alle 5 ore.
Ritardo treni veloci
Il calendario dei ritardi sui treni veloci
La prima grande ondata di disagi legata al potenziamento tecnologico e all’installazione del sistema di sicurezza europeo ERTMS sulla tratta Orvieto-Settebagni si è consumata già nel mese di aprile. La vera prova del fuoco è però scattata a inizio luglio con l’avvio dei cantieri estivi nel nodo di Firenze, in particolare per i complessi interventi di restyling e messa in sicurezza del Ponte del Pino.
I blocchi e le deviazioni seguono un calendario serrato che terrà sotto scacco i viaggiatori per quasi tutta l’estate:
- Prima fase (già conclusa): dal 5 al 10 luglio, con la prima tranche di lavori al cavalcaferrovia di Firenze che fatto allungare notevolmente il tempo per arrivare a Milano (da 3 ore fino a 5 ore).
- Seconda fase imminente: dal 26 luglio (ore 23:00) al 30 luglio 2026 (ore 11:00), quando scatterà il secondo stop massiccio ai binari fiorentini.
- Terza fase (Direttissima): dal 10 al 28 agosto 2026, i cantieri si sposteranno sulla linea AV Firenze-Roma, provocando l’interruzione della tratta chiave tra Chiusi Sud e Orvieto Nord per interventi strutturali alla galleria Fabro e al viadotto Paglia.
La mappa dei ritardi: fino a tre ore in più
Le deviazioni obbligate sui percorsi alternativi hanno pesato enormemente sui tempi di percorrenza. I treni Alta Velocità che collegano Milano e Roma, non potendo transitare sulle tratte standard, vengono deviati principalmente lungo la linea Tirrenica (via Pisa/Livorno/Grosseto).
Questo cambio di rotta comporta un allungamento fisiologico dei tempi di viaggio che oscilla tra 1 ora e mezza e le 3 ore in condizioni normali. Nei giorni di picco o in concomitanza con problemi tecnici sulle linee storiche – come già accaduto nelle scorse settimane – si sono registrati picchi di ritardo clamorosi, fino a 5 o 6 ore, spaccando letteralmente l’Italia in due. Per alcuni collegamenti interni al nodo toscano, Trenitalia e Italo hanno predisposto autobus sostitutivi tra Firenze Santa Maria Novella e Firenze Campo di Marte, aggiungendo ulteriore complessità ai trasferimenti.
Quando finirà l’emergenza?
Secondo i piani programmatici delle società ferroviarie, il periodo più critico si concentrerà nei mesi di luglio e agosto. Salvo imprevisti tecnici o prolungamenti dei cantieri, la circolazione sulla Direttissima Firenze-Roma e nel nodo toscano è destinata a tornare alla piena e regolare normalità a partire dai primi giorni di settembre 2026, restituendo ai viaggiatori i consueti tempi di percorrenza standard. Fino ad allora, il consiglio per chi deve mettersi in viaggio è solo uno: armarsi di pazienza e controllare costantemente le app di mobilità prima di raggiungere la stazione.
Perché le linee Tirrenica e Adriatica sono al collasso?
Il problema non è solo la durata del viaggio dei passeggeri dell’Alta Velocità, ma la tenuta dell’intera rete. Le direttrici Tirrenica e Adriatica sono linee storiche, strutturalmente non adatte ai treni AV: presentano curve più strette, velocità commerciali inferiori (spesso sotto i 160 km/h) e sistemi di segnalamento tradizionali.
Immettere i flussi dell’Alta Velocità su questi binari significa saturare completamente la capacità delle linee, che già ospitano treni merci, Intercity e, soprattutto, i treni regionali dei pendolari. Basta un piccolo guasto a un convoglio o a un passaggio a livello lungo la costa per generare un blocco totale, con ripercussioni drammatiche sul trasporto locale e regionale.
