Nucleare al posto delle rinnovabili (in scadenza)
Il piano del vicepresidente di Confindustria e responsabile energia, Aurelio Regina, per finanziare l’atomo riciclando i vecchi oneri di sistema dal 2031

Idea del vicepresidente di Confindustria e responsabile energia, Aurelio Regina: pagare in bolletta il nucleare, assieme alle rinnovabili (che già si pagano). L’obiettivo dichiarato è raccogliere i capitali necessari per la costruzione della nuova generazione di reattori, garantendo al Paese un mix energetico stabile e indipendente nei prossimi decenni, riferisce Staffetta Quotidiana.
Nucleare al posto delle rinnovabili
La svolta strategica prevede di riconvertire le vecchie voci di spesa a partire dal biennio 2031-2032. In quel periodo molti dei vecchi incentivi legati al fotovoltaico e all’eolico giungeranno a scadenza naturale, alleggerendo la pressione fiscale sulle forniture. La transizione verso l’atomo sfrutterebbe quindi una struttura di prelievo già esistente e digerita dai consumatori. I vertici confindustriali considerano questa mossa fondamentale per dare certezze agli investitori privati, i quali difficilmente avvierebbero i cantieri senza un paracadute statale o una pianificazione finanziaria a lungo termine garantita dalle bollette.
Il piano da 200 miliardi per i mini reattori
I numeri messi sul tavolo indicano un impegno finanziario imponente, quantificato in 200 miliardi di investimenti complessivi. Questa cifra non deve spaventare, poiché ricalca quanto già stanziato storicamente dagli italiani per sostenere la crescita delle tecnologie pulite. Con una dotazione simile si punta a sviluppare una rete capillare di piccoli reattori modulari di nuova concezione, considerati decisamente più flessibili e integrabili rispetto alle vecchie centrali del passato. La filiera produttiva nazionale d’altronde esprime già oggi competenze rilevanti, potendo contare su circa 14.000 occupati specializzati nel settore.
Nucleare vs fonti pulite
L’analisi economica mette in luce come la transizione energetica non sia mai stata a costo zero per la collettività. Per finanziare circa 50 TW di potenza da fonti rinnovabili i cittadini e le aziende hanno versato contributi pesanti, a cui si aggiungeranno presto altri 30 miliardi di esborsi programmati: il parallelo finanziario serve a dimostrare che il nucleare richiede uno sforzo analogo alle rinnovabili per raggiungere una vera competitività sul mercato globale. La sfida industriale del futuro si gioca quindi sulla capacità di accettare un nuovo schema di finanziamento collettivo per azzerare le emissioni fossili.
