Il Diavolo veste Prada 2: incassi da record
Il sequel riporta Miranda Priestly tra New York e Milano, tra moda globale, nuovi equilibri e un debutto già da record al box office
Uno dei film più iconici del mondo fashion torna al cinema con Il Diavolo veste Prada 2, sequel attesissimo che riporta sullo schermo personaggi diventati ormai cult.
L’uscita italiana avvenuta ieri, 29 aprile 2026, ha immediatamente confermato l’enorme aspettativa del pubblico. Il film ha debuttato in testa al botteghino con numeri da blockbuster, segnando uno dei migliori esordi dell’anno.
Il Diavolo veste Prada 2
La trama del sequel de Il Diavolo veste Prada 2
Il film trova Miranda Priestly ancora al comando della rivista Runway, ma in un contesto diverso. La crisi dell’editoria tradizionale, travolta dall’ascesa dei social media e degli influencer, mette in discussione il suo potere. La moda non passa più solo dalle copertine patinate, ma da algoritmi e nuove forme di comunicazione.
Per affrontare questa trasformazione, Miranda è costretta a riallacciare i rapporti con Andrea Sachs che nel frattempo ha costruito una carriera autonoma e lontana dalle logiche spietate dell’alta moda. A rendere il quadro ancora più complesso c’è Emily Charlton. Figura di spicco nel mondo del lusso globale, in grado di influenzare equilibri economici e strategie internazionali.
Il cast de Il Diavolo veste Prada 2: ritorni e nuove facce
Il cuore del film resta il cast originale, che torna praticamente al completo. Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci riprendono i loro ruoli iconici.
Poi ci sono Lucy Liu e Simone Ashley. I loro personaggi contribuiscono a raccontare un mondo in cui visibilità e business sono ormai inseparabili.
Non mancano anche diversi cameo legati alla moda reale — designer, stylist, volti delle passerelle — che danno al film una dimensione ancora più autentica e contemporanea, soprattutto nelle sequenze ambientate tra sfilate e backstage.
Da New York a Milano: una moda sempre più globale
Se il primo film era fortemente legato a New York e Parigi, questo sequel allarga lo sguardo. Parte della narrazione si sposta infatti a Milano, scelta tutt’altro che casuale.
Nel film ci sono diverse scene ambientate durante la Fashion Week, tra passerelle e backstage, dove i personaggi si incontrano e si muovono dentro il mondo della moda internazionale.

Incassi: debutto record al botteghino italiano
Il ritorno di Miranda Priestly si è tradotto immediatamente in numeri. Al primo giorno di programmazione, Il Diavolo veste Prada 2 ha incassato oltre 2,7 milioni di euro, con più di 340 mila spettatori nelle sale italiane.
Un risultato che segna uno dei migliori debutti dell’anno e che supera nettamente l’apertura del primo film, diventato nel tempo un cult globale.
Dopo il debutto italiano, l’attenzione si sposta ora sugli Stati Uniti, dove Il diavolo veste Prada 2 arriverà il 1° maggio. Le prime stime parlano di un esordio molto forte al box office americano, con incassi previsti da grande produzione, segno che l’interesse attorno al film è tutt’altro che diminuito. Non è un caso: questo sequel era atteso da anni. I fan del primo capitolo hanno continuato a parlarne, citarlo e rivederlo nel tempo, trasformandolo in un vero fenomeno.
Ora che Miranda Priestly è tornata, il pubblico sembra pronto a riportarla esattamente dove era rimasta: al centro della scena.
Le prime recensioni di Il Diavolo veste Prada 2 sono contrastanti, ma tendenzialmente positive: la critica riconosce il fascino del ritorno, pur con alcune riserve.
Cosa convince:
- Il cast (soprattutto Meryl Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci) è unanimemente elogiato per carisma e chimica
- Il film riesce a essere attuale, raccontando bene la crisi di moda e giornalismo nell’era digitale
- Funzionano nostalgia, glamour e continuità con l’originale
Le critiche principali:
- Meno brillante e tagliente rispetto al primo film, con humor e originalità ridotti
- Alcuni problemi di ritmo e una seconda parte meno incisiva
- Accusato da parte della stampa di puntare troppo sulla nostalgia più che su idee nuove
In sintesi: un sequel solido e godibile, soprattutto per i fan, ma che difficilmente raggiunge l’impatto e la freschezza dell’originale.
