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Rai, in vendita il Teatro delle Vittorie: i motivi e le reazioni

La Rai mette in vendita il Teatro delle Vittorie: storia, programmi iconici e polemiche, dalla protesta di Fiorello ai dubbi sul futuro di uno dei simboli della tv italiana.

La Rai ha deciso di mettere in vendita il Teatro delle Vittorie di Roma. Uno degli studi televisivi più iconici della storia italiana. L’operazione rientra in un più ampio piano immobiliare che guarda al futuro, con offerte aperte fino a maggio 2026.

La storia del Teatro delle Vittorie

Il Teatro delle Vittorie nasce durante la Seconda guerra mondiale, inaugurato nel 1944 con spettacoli di varietà, tra cui quelli della compagnia di Totò e Anna Magnani.

Negli anni ’50 ha rischiato la chiusura, ma viene acquistato dalla Rai tra la fine del decennio e l’inizio degli anni ’60, anche grazie alla sua posizione strategica vicino agli studi di Viale Mazzini e via Teulada.

Dal 1961 diventa ufficialmente uno studio televisivo e si trasforma rapidamente in uno dei principali poli produttivi della TV italiana. Per decenni è stato definito il “tempio della televisione”, simbolo dell’età d’oro del varietà.

I programmi storici trasmessi dal Teatro delle Vittorie

Il Teatro delle Vittorie è stato il palcoscenico di alcuni dei programmi più importanti della televisione italiana. Tra le più celebri:

  • Canzonissima (anni ’60–’70)
  • Studio Uno
  • Milleluci
  • Fantastico
  • Affari Tuoi

Qui sono passati alcuni dei nomi più importanti dello spettacolo italiano: da Mina a Raffaella Carrà, da Adriano Celentano. Proprio in questo teatro, inoltre, il 18 e il 19 agosto 2025 è stata allestita la camera ardente di Pippo Baudo.

Perché la Rai ha deciso di venderlo

La vendita del Teatro delle Vittorie si inserisce in un piano strategico più ampio della Rai, che punta a trasformarsi in una digital media company e a razionalizzare le proprie strutture.

A influire sulla decisione sono stati soprattutto i costi di gestione elevati, ritenuti insostenibili a fronte di un utilizzo ridotto. L’edificio, inoltre, è considerato obsoleto dal punto di vista tecnico e non adeguato per gli standard attuali della produzione televisiva. Anche i vincoli architettonici e logistici, dovuti alla sua collocazione all’interno di un condominio, hanno limitato le possibilità di rinnovamento.

In questo scenario, per la Rai mantenere operativo il teatro non risulta più conveniente rispetto agli investimenti necessari per modernizzarlo.

La protesta di Fiorello

Tra le reazioni più forti c’è stata quella di Fiorello, che ha commentato la vicenda con un video pubblicato su Instagram, girato proprio all’esterno del Teatro delle Vittorie. Nel suo intervento ha parlato di una scelta scandalosa, definendola un vero e proprio crimine contro la storia dello spettacolo italiano.

Davanti a uno dei luoghi simbolo della tv, lo showman ha poi ricordato i grandi protagonisti passati da quel palco, a partire da Pippo Baudo, sottolineando come proprio lì si sia fatto il vero varietà.

La protesta di Fiorello sulla vendita del Teatro delle Vittorie

Il Teatro delle Vittorie: un simbolo tra passato e futuro

Qualunque sarà il destino dell’edificio, resta un dato certo: per oltre sessant’anni il Teatro delle Vittorie è stato uno dei cuori pulsanti della televisione italiana, e la sua storia continua a pesare nel dibattito sul futuro del servizio pubblico.

Natalia Mingrone

Nata nel 2001 e laureata in Comunicazione, sono sempre appassionata del mondo della televisione e dalla cronaca. Amo leggere e difendo sempre le idee in cui credo.