Attentato a Trump all’Hilton di Washington: chi è l’attentatore Cole Tomas Allen
Paura alla cena dei corrispondenti: il Secret Service neutralizza un uomo armato. Ecco il profilo dell'aggressore e la dinamica dei fatti

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Terrore al Gala: spari contro Donald Trump
WASHINGTON – Un boato improvviso ha squarciato il silenzio dell’hotel Hilton di Washington durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, trasformando una serata di gala in un teatro di terrore. Donald Trump e la moglie Melania sono rimasti illesi, ma il panico ha travolto i 2.600 ospiti presenti in sala.
Un uomo armato ha forzato il perimetro di sicurezza, aprendo il fuoco nella lobby prima di essere neutralizzato dalle forze dell’ordine. Il tempestivo intervento del Secret Service ha evitato il peggio, proteggendo il Presidente e le alte cariche dello Stato mentre l’aggressore veniva ferito e poi arrestato in diretta.
Chi è Cole Tomas Allen: il profilo dell’aggressore
L’autore del folle gesto risponde al nome di Cole Tomas Allen, un uomo di 31 anni residente a Torrance, un sobborgo di Los Angeles in California (foto LinkedIn). Dalle prime indagini emerge il profilo di una persona apparentemente integrata nel tessuto sociale ma con una pericolosa deriva ideologica. Allen è un ingegnere meccanico che lavorava come insegnante ed era anche uno sviluppatore di videogiochi. Nonostante questa facciata di normalità professionale, il 31enne è riuscito a eludere la sorveglianza dell’hotel Hilton soggiornando nella stessa struttura nei giorni precedenti l’evento. Questo dettaglio ha permesso all’aggressore di conoscere bene gli spazi e di superare i primi controlli senza destare sospetti immediati. Gli inquirenti hanno sequestrato la sua stanza d’albergo trovando prove che indicano una pianificazione accurata dell’attacco. Cole Tomas Allen è stato descritto come un individuo solitario e, secondo le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Donald Trump subito dopo l’incidente, si tratterebbe di una persona malata mossa da intenti omicidi.
La dinamica della sparatoria all’Hilton
I fatti si sono svolti nella serata del 25 aprile 2026 poco prima che il gala dei media entrasse nel vivo. Cole Tomas Allen ha tentato di fare irruzione nella sala da ballo principale dove si trovavano il presidente e JD Vance. L’aggressore ha superato di corsa un metal detector situato vicino all’ingresso principale e ha estratto un’arma da fuoco. Un agente del Secret Service ha tentato di sbarrarargli la strada ma è stato raggiunto da un colpo di pistola fortunatamente attutito dal giubbotto antiproiettile. Gli altri agenti presenti hanno risposto prontamente al fuoco colpendo Allen e immobilizzandolo a terra. Il bilancio parla di un agente ferito in modo non grave. Attualmente, l’aggressore si trova in ospedale in condizioni critiche, sotto stretta sorveglianza. Durante la conferenza stampa nella sala James Brady, è emerso che l’uomo aveva con sé un piccolo arsenale e che la sua intenzione dichiarata era quella di colpire i principali funzionari del governo.
Le indagini dell’FBI e i capi d’imputazione
Mentre Washington torna alla calma, l’FBI ha perquisito l’abitazione di Allen a Torrance. Si cerca di capire se si tratti di un “lupo solitario” o se l’uomo avesse legami con gruppi radicali.. Le autorità federali hanno confermato che Allen comparirà in tribunale nella giornata di lunedì 27 aprile per rispondere di almeno due capi d’imputazione principali tra cui il tentato omicidio di un pubblico ufficiale. Nonostante le sue dichiarazioni iniziali sul voler colpire l’amministrazione, non sono ancora chiari i motivi specifici che lo hanno spinto a percorrere migliaia di chilometri dalla California fino alla capitale per compiere questo gesto estremo. La polizia sta indagando anche sulle armi utilizzate per verificare come un civile sia riuscito a trasportare un simile arsenale all’interno di un evento così protetto.
Reazioni politiche e sicurezza nazionale
L’attentato a Trump ha scosso profondamente le istituzioni americane portando alla ribalta il tema della sicurezza nei luoghi pubblici ad alta densità di personalità politiche. Il vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn, ha definito l’azione di Allen come il tentativo di un codardo di generare una tragedia su scala nazionale. Il tycoon, che era già scampato a un attentato nel luglio del 2024 e a un altro incidente a Mar-a-Lago pochi mesi prima, ha ribadito la necessità di fermare questa spirale di violenza politica. La scelta del luogo non sembra casuale poiché l’Hilton di Washington è tristemente noto per essere stato il teatro del tentato assassinio di Ronald Reagan nel 1981. Questo nuovo episodio solleva interrogativi critici sulla vulnerabilità delle strutture alberghiere durante i grandi eventi e sulla facilità con cui soggetti pericolosi possano infiltrarsi nonostante le tecnologie di sorveglianza più avanzate. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori dettagli dai verbali dell’FBI e dalle prime deposizioni di Allen in ospedale.
