Rapina in banca a Napoli: assalto al caveau, cassette di sicurezza violate e fuga dalle fogne
Banditi armati hanno assaltato la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro prendendo 25 ostaggi prima di sparire nel sottosuolo partenopeo

Il terrore ha paralizzato il quartiere Arenella di Napoli durante la giornata del 16 aprile 2026, quando un commando di rapinatori professionisti ha fatto irruzione nella filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro. I malviventi, entrati in azione intorno alle ore 12.45, hanno tenuto sotto scacco 25 persone, tra dipendenti e clienti, per oltre 1 ora di pura tensione. Mentre le forze dell’ordine circondavano l’edificio con giubbotti antiproiettile e unità cinofile, la banda lavorava indisturbata nel caveau, puntando alle cassette di sicurezza. La dinamica, degna di un film d’azione, ha visto l’intervento dei reparti speciali Gis dei Carabinieri che hanno fatto irruzione nel locale solo per scoprire che i criminali erano già svaniti nel nulla. IL VIDEO
Rapina in banca a Napoli
L’assalto ed il sequestro degli ostaggi
Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli investigatori, i banditi sono penetrati all’interno della banca probabilmente attraverso un buco scavato nel pavimento, collegato direttamente alla rete fognaria della città. Una volta dentro, hanno minacciato i presenti senza però utilizzare violenza fisica estrema. Alcuni testimoni hanno descritto i rapinatori come napoletani e paradossalmente gentili, nonostante le armi in pugno. Gli ostaggi sono stati rinchiusi in una stanza sul retro mentre i criminali si concentravano sulla manomissione di decine di cassette di sicurezza. All’esterno, il quartiere è stato blindato: il traffico è andato in tilt in tutta la zona del Vomero e dell’Arenella, mentre i familiari dei dipendenti attendevano con angoscia notizie dietro il cordone di sicurezza.
Il blitz dei Carabinieri e la fuga sotterranea
Intorno alle ore 16.45, dopo aver messo in sicurezza il perimetro e tentato una mediazione, le teste di cuoio hanno deciso di intervenire. Sono stati uditi 5 o 6 boati, probabilmente granate stordenti utilizzate per facilitare l’ingresso rapido dei militari. Tuttavia, al momento del blitz, i malviventi avevano già abbandonato la struttura. La via di fuga scelta è stata ancora una volta il sottosuolo: la banda è scivolata nei cunicoli fognari, scomparendo sotto le strade di Napoli. Sul posto è arrivato anche il procuratore capo Nicola Gratteri per coordinare le prime fasi delle indagini. I rilievi della scientifica si sono concentrati su una Alfa Romeo Giulietta parcheggiata nelle vicinanze, munita di una targa di carta contraffatta, che potrebbe essere stata utilizzata per il sopralluogo o come diversivo.
Bilancio dei danni e stato delle indagini
Il bilancio medico parla di 6 persone assistite dal personale del 118 per forti attacchi di panico e malori legati allo shock, ma fortunatamente non si registrano feriti gravi. Il danno economico resta ancora da quantificare con precisione: sarà necessario attendere le denunce dei singoli correntisti per capire cosa sia stato sottratto dalle cassette di sicurezza violate. Le indagini sono ora focalizzate sull’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e sullo studio dei percorsi sotterranei utilizzati per la fuga. Gli esperti del nucleo investigativo stanno setacciando ogni centimetro della filiale alla ricerca di tracce biologiche o impronte lasciate durante l’azione. La caccia all’uomo prosegue senza sosta in tutta l’area metropolitana di Napoli, con posti di blocco attivi nelle principali arterie stradali.
La sicurezza bancaria e il rischio del sottosuolo
Questo ennesimo colpo riaccende i riflettori sulla vulnerabilità degli istituti di credito situati sopra la complessa rete di cunicoli e cavità che caratterizza il suolo napoletano. Non è la prima volta che la cosiddetta banda del buco colpisce con tale precisione millimetrica. Gli inquirenti sospettano che i rapinatori avessero mappe dettagliate della rete fognaria e che il piano fosse studiato da mesi. La capacità di agire in pieno giorno, in una delle piazze più frequentate della città, suggerisce un livello di organizzazione estremamente elevato. Le autorità stanno ora verificando se ci siano stati segnali premonitori o rumori sospetti segnalati dai residenti nei giorni precedenti l’attacco, poiché lo scavo di un tale varco richiede tempo e attrezzature specifiche.
Aggiornamenti sulla caccia alla banda
Nelle ultime ore le ricerche si sono estese oltre i confini del quartiere Vomero. Gli agenti stanno incrociando i dati relativi ai telefoni cellulari che hanno agganciato le celle della zona durante le ore della rapina. Il procuratore Gratteri ha sottolineato l’importanza di non tralasciare alcun dettaglio, confermando che la pressione dello Stato per individuare i responsabili sarà massima. Intanto, la filiale di piazza Medaglie d’Oro rimane sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti tecnici. La cittadinanza è ancora scossa dall’accaduto, mentre le associazioni di categoria tornano a chiedere maggiori investimenti in sistemi di monitoraggio acustico sotterraneo per prevenire simili episodi in futuro. Si attendono nuovi sviluppi nelle prossime 24 ore mentre prosegue l’interrogatorio dei 25 testimoni oculari.
