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L’inverno non molla la presa sulla Calabria: tra allerta gialla, fiumi in piena e l’ombra della neve

Il calendario segna metà marzo, ma la Calabria sembra essere ripiombata nel cuore dell’inverno più crudo.

Dopo giorni di nubifragi incessanti, venti di burrasca e criticità che hanno messo a dura prova il territorio, la situazione meteorologica in Calabria sta vivendo una fase di transizione tanto complessa quanto insidiosa. Se da un lato la Protezione Civile ha declassato l’allerta da arancione a gialla per la giornata di mercoledì 18 marzo, dall’altro l’arrivo di un nucleo di aria polare promette un repentino crollo termico, riportando la neve a quote collinari e gelate tardive che minacciano l’agricoltura locale.

Un territorio ferito dal Ciclone Jolina

Le ultime 48 ore sono state segnate dal passaggio del “Ciclone Jolina”, una struttura depressionaria particolarmente profonda che, dopo aver colpito il Nord Italia, si è accanita con inusuale violenza sui settori ionici della Calabria e sulla Sicilia. I dati pluviometrici raccolti dalle stazioni Arpacal raccontano di precipitazioni cumulate che, in alcune aree del Cosentino e del Catanzarese, hanno superato in due giorni la media dell’intero mese di marzo.

Le conseguenze sul suolo sono state immediate. Nel Cosentino, l’esondazione di alcuni corsi d’acqua ha reso necessario l’allontanamento precauzionale di diverse famiglie dalle proprie abitazioni. A Stalettì, nel Catanzarese, le raffiche di vento che hanno accompagnato il fronte perturbato hanno scoperchiato capannoni industriali e divelto cartellonistica stradale, fortunatamente senza causare feriti, ma lasciando dietro di sé danni economici ingenti.

Dall’allerta arancione alla gialla: un miglioramento solo apparente

Il passaggio all’allerta gialla non deve trarre in inganno. La Protezione Civile regionale ha infatti sottolineato che, sebbene l’intensità delle piogge stia diminuendo, il rischio idrogeologico rimane altissimo. I terreni sono ormai “saturi”: non riescono più ad assorbire l’acqua piovana, e questo aumenta esponenzialmente il pericolo di frane, smottamenti e colate di fango.

I sindaci di molti comuni, specialmente nelle aree interne e lungo i versanti ionici più colpiti, sono rimasti in queste ore in costante contatto con le sale operative. La decisione di chiudere o meno le scuole è diventata un delicato bilanciamento tra la necessità di garantire la sicurezza dei trasporti — spesso resi difficili da detriti sulle strade provinciali — e la ripresa della normalità.

Il ritorno del “Generale Inverno”: gelo e neve in arrivo

Mentre le piogge iniziano a concedere brevi tregue, una nuova minaccia si profila all’orizzonte: l’irruzione di correnti fredde provenienti dal Nord-Est Europa. Questo “vortice balcanico” porterà con sé un calo delle temperature drastico, con valori che si porteranno di diversi gradi al di sotto delle medie stagionali.

Per la giornata di oggi e la successiva, è atteso il ritorno della neve non solo sulle vette della Sila, del Pollino e dell’Aspromonte, ma anche a quote decisamente più basse, potenzialmente fino ai 700-800 metri. Questo scenario preoccupa non poco per la viabilità stradale, in particolare per i valichi appenninici dove il ghiaccio potrebbe diventare un’insidia letale nelle ore notturne.

Impatto sull’agricoltura e l’ambiente

Il settore agricolo calabrese, già provato da un inizio d’anno meteorologicamente instabile, guarda con apprensione alle gelate previste. Molte colture arboree, stimolate dalle brevi fiammate di caldo delle settimane precedenti, sono già in fase di fioritura o hanno già emesso i primi germogli. Un abbassamento termico sotto lo zero rischierebbe di compromettere i raccolti di agrumi e piante da frutto, con ricadute pesanti sull’economia regionale.

Inoltre, il forte vento di burrasca dai quadranti orientali continuerà a sferzare le coste ioniche. Le mareggiate, alimentate da onde che possono superare i tre metri di altezza, minacciano le infrastrutture balneari e i lungomare già erosi dalle tempeste invernali.

Monitoraggio costante e precauzioni

Le autorità raccomandano la massima prudenza. Gli spostamenti dovrebbero essere limitati al necessario nelle zone più colpite, e particolare attenzione deve essere prestata alla guida nei tratti montuosi, dove l’obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali rimane tassativo non solo per legge, ma per necessità oggettiva.

La sala operativa della Protezione Civile Calabria resterà attiva in modalità H24 per monitorare il livello dei fiumi e l’evoluzione dei fronti franosi attivi. L’instabilità, secondo i modelli meteorologici, dovrebbe protrarsi per gran parte della settimana, rendendo questa coda d’inverno una delle più lunghe e difficili degli ultimi anni per la regione.

Redazione

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