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Milano-Cortina 2026: trionfo Azzurro e conti in rosso. Il bilancio finale dei Giochi

L’Italia chiude con un record storico di 26 medaglie e il terzo posto nel medagliere, ma l'eredità dei Giochi è segnata da ritardi infrastrutturali critici e un disavanzo di 200 milioni di euro che accende il dibattito sulla sostenibilità del modello diffuso.

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 si sono chiuse lasciando dietro di sé un’Italia divisa tra l’euforia dei trionfi sportivi e il pragmatismo amaro dei conti che non tornano. Definita come l’edizione dei “Giochi Diffusi”, questa manifestazione ha rappresentato un esperimento urbanistico e logistico senza precedenti, coprendo un’area di oltre 22.000 chilometri quadrati. Se da un lato il “modello Italia” ha incassato la standing ovation del CIO, dall’altro restano aperte ferite ambientali e infrastrutturali che peseranno sulle generazioni future.

Il Medagliere Azzurro: i protagonisti del successo

L’Italia ha chiuso i Giochi con un bottino record di 26 medaglie, posizionandosi al terzo posto assoluto. Di seguito, il dettaglio degli atleti che sono saliti sul gradino più alto del podio e i principali successi che hanno segnato questa edizione storica.

ATLETADISCIPLINAMedaglia
Federica BrignoneSci Alpino (Gigante)🥇 Oro
Sofia GoggiaSci Alpino (Discesa Libera)🥇 Oro
Arianna FontanaShort Track (500m)🥇 Oro
Dominik FischnallerSlittino (Singolo)🥇 Oro
Michela MoioliSnowboard Cross🥇 Oro
Staffetta MistaBiathlon🥇 Oro
Duo NazionaleCurling Doppio Misto🥇 Oro
Squadra InseguimentoPattinaggio di Velocità🥇 Oro
Marta BassinoSci Alpino (Super-G)🥇 Oro
Delegazione ItalianaTotale Argenti🥈 9 Argenti
Delegazione ItalianaTotale Bronzi🥉 8 Bron

Successo sportivo e d’immagine

L’Italia ha chiuso i Giochi con un bottino record: 26 medaglie complessive, di cui 9 ori. Questo risultato ha proiettato la delegazione azzurra al terzo posto assoluto nel medagliere, superando potenze tradizionali come la Germania e gli Stati Uniti, e restando solo alle spalle dell’inarrivabile Norvegia. Il fattore “casa” ha spinto gli atleti italiani a prestazioni d’eccellenza, trasformando Milano e Cortina nel centro nevralgico dello sport mondiale per due settimane.

L’impatto economico

I numeri dell’indotto sono impressionanti. Oltre 5,3 miliardi di euro di impatto economico totale per i territori coinvolti. La città ha visto il proprio PIL crescere dell’1,7%, con una produzione legata ai Giochi valutata in 2,5 miliardi. Oltre 1,3 milioni di biglietti venduti, con un tasso di riempimento degli impianti dell’85%. Il settore alberghiero ha registrato il tutto esaurito sia nel capoluogo lombardo che nelle valli dolomitiche. Si stima la creazione di circa 36.000 posti di lavoro diretti e indiretti.

Il modello dei Giochi diffusi

Per la prima volta, un’Olimpiade non ha avuto un unico epicentro gravitazionale, ma ha distribuito le proprie sedi tra Lombardia, Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano. Questo ha permesso di valorizzare infrastrutture già esistenti (come lo stadio del ghiaccio di Rho Fiera o l’Arena di Verona per la cerimonia di chiusura), evitando la costruzione di cattedrali nel deserto tipiche delle edizioni passate.

I flop: ombre finanziarie

Nonostante il successo commerciale, la Fondazione Milano-Cortina 2026 chiude con un disavanzo stimato di circa 200 milioni di euro. I costi organizzativi sono lievitati esponenzialmente rispetto alle stime iniziali del 2019, passando da una previsione di 1,4 miliardi a una spesa effettiva che ha sfiorato i 5,7 miliardi di euro, in gran parte coperti da risorse pubbliche. La promessa di un’Olimpiade “a costo zero per lo Stato” è svanita sotto i colpi dell’inflazione e dei ritardi.

Manca qualcosa

Il termine “legacy” (eredità) è diventato l’eufemismo per indicare le opere che non sono state completate in tempo per i Giochi. I casi più emblematici Variante di Trescore-Entratico: un’opera da 48 milioni di euro che vedrà la luce solo nel 2029. Tangenziale di Sondrio: altro nodo cruciale della viabilità valtellinese rimasto sulla carta, con una consegna slittata a data da destinarsi. La pista da bob di Cortina: ‘P’rotagonista di infinite polemiche per i costi e l’impatto ambientale, è stata ultimata “al fotofinish” ma resta il dubbio sulla sua sostenibilità economica futura (costi di gestione annui stimati in oltre un milione di euro).

Matteo Ferrari

Giornalista di cronaca e attualità con anni di esperienza sul campo, Matteo Ferrari si distingue per la capacità di raccontare la cronaca, attualità e fatti con passione ed una particolare narrazione personale. Appassionato di calcio, esperto anche di guide e questioni fiscali, la sua penna affilata e la sua passione per la verità lo rendono un punto di riferimento per chi cerca un'informazione affidabile, approfondita e nel contempo sintetica.