Politica

Mafia Capitale: Vince Marino, pareggia Renzi, perde (anche alcuni consiglieri) Alfano!

marino gabrielliPrefetto coordina. Sciolto il Municipio di Ostia, che Marino aveva difeso a oltranza

Roma,  27 agosto – Il consiglio dei ministri ha deliberato su Mafia Capitale.

Marino, ben sereno e garantito,  ha atteso in vacanza la conferma  del no al commissariamento, La sua mossa vincente, con la nomina dei 4 nuovi assessori della corrente di Renzi, ha dato  così scacco a qualsiasi altra ipotesi, escluso per l’autorete con il Municipio di Ostia, troppo compromesso (tranne che per lui).

Infatti, Marino è stato persino giustificato dal Ministro Alfano in conferenza stampa. A chi faceva notare l’opportunità quantomeno della presenza del sindaco mentre il Cdm si stava occupando dell’eventuale scioglimento del Comune per Mafia, ha risposto: «A questa domanda, se vuole, risponde il sottosegretario De Vincenti” il quale ha dichiarato : “Durante agosto il Comune di Roma è stato perfettamente attivo, Causi sta svolgendo egregiamente il suo compito, e la legge prevede proprio che i vice abbiano tutti i poteri del sindaco. Causi ha poi lavorato in stretto contatto con il sindaco”

Come dire: Il comune ha funzionato meglio che con la sua presenza….

“E’ indubbio che il lavoro svolto dalla commissione di accesso abbia evidenziato una situazione amministrativa caratterizzata da gravi vizi procedurali. La legge prevede il commissariamento, ma abbiamo ritenuto che per questo non sussistessero i presupposti e che sussistessero per un sopporto del Viminale per cambiare la rotta”, ha detto il ministro Alfano.

È stato così disposto l’affiancamento di Marino con il  tutor Gabrielli, che si occuperà di “raccordo operativo” sul verde, ambiente, casa, immigrazione e campi nomadi. Previsto poi un aggiornamento dei regolamenti comunali, la “revoca in autotutela degli affidamenti senza regolari procedure concorsuali, un albo delle ditte, monitoraggio della centrale unica degli acquisti, l’implementazione controlli interni, e una revisione dei contratti compresi quelli di servizio con l’Ama”.

Sostanzialmente, a Marino è rimasta l’autonomia dell’uso del bagno privato.

Ma la domanda sorge spontanea: Se la commissione di accesso nominata dall’ex Prefetto Pecoraro ha “evidenziato una situazione amministrativa caratterizzata da gravi vizi procedurali” per i quali “la legge prevede il commissariamento”, non c’è “un’omissione di atti d’ufficio” ed “abuso di potere” in tali comportamenti omissivi e propositivi, tali da consentire la possibilità  di reiterazione delle violazioni?

O la paura di perdere la poltrona di Ministro è superiore al calcolato rischio (che non si correrà mai!) di vedersi incriminato da un Magistrato zelante che vuole leggere le carte delle relazioni?

Mah! Intanto si hanno notizie nella Capitale di alcuni consiglieri municipali del partito di Alfano, l’Ncd (Non Ci Dimettiamo), che sono transitati nei  gruppi misti.

Annunciamo il nostro passaggio politico al Gruppo misto del Municipio III, in risposta all’ennesima incomprensibile decisione politica assunta dal ministro degli Interno, Angelino Alfano, leader del Nuovo Centrodestra, movimento al quale avevamo aderito dopo pochi mesi dallo scioglimento del Popolo delle Libertà di inizio consiliatura”. Così in una nota Manuel Bartolomeo e Giordana Petrella,  consiglieri di minoranza del Municipio III. La relazione di oggi del ministro Alfano è l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso – continuano – non è accettabile coprire il fallimento dell’Amministrazione Marino e consentire il proseguimento dell’attuale esperienza di governo, ormai non più credibile dopo i clamorosi arresti di Mafia Capitale. Già da troppi mesi abbiamo subito delle scelte alquanto discutibili – terminano – che con la nostra visione della destra poco hanno a che fare. Per questa ragione non ci sentiamo di avallare quanto accaduto, continuando a rimanere in silenzio in un gruppo politico ormai sempre più asservito ai voleri di Matteo Renzi”.

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