LITALIANO SINDACO DI ROMA ALEMANNO DICE NO AL CARDINALE VALLINI SUI LAVAVETRI
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Lalto prelato, ha espresso al Sindaco la sua preoccupazione per i segnali di intolleranza verso gli immigrati e per la recente ordinanza (multa ai lavavetri) nonché il malessere da lui raccolto nella comunità ecclesiale, di tanti cittadini, come pure da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni e “la domanda di legittima sicurezza dei cittadini che la pubblica Amministrazione ha il dovere di tutelare, non può non essere coniugata con il diritto naturale di ogni uomo alla sopravvivenza e alla ricerca di condizioni per una vita dignitosa” invitando il Sindaco a trovare soluzioni che possano conciliare le cose.
Il tutto, senza bisogno di essere sollecitato dal clero.
Ci piacerebbe, rispettosamente per lalto incarico rivestito, sapere dove il Cardinale vive per non essersi accorto che ad ogni semaforo della città di Roma vi erano ormai 4 persone lavavetri per ogni semaforo e la prepotenza che molti di loro usano nei confronti delle donne o persone anziane!
Sciocco, non avevo pensato che il cardinale gira per il Vaticano, di cui è cittadino, ove i lavavetri non esistono (perché le armate guardie svizzere, non ti fanno entrare nemmeno se minacci il suicidio!)
Sarebbe anche interessante sapere quali e dove sono questi cittadini che si lamentano con la comunità ecclesiale anche perché ignoravamo che sul territorio dello Stato italiano, per lamentarsi di qualcosa ci si rivolgesse ai Parroci, dei quali abbiamo stima perché molti di loro cercano veramente di portare aiuto ai meno abbienti e li abbiamo visti molte volte davanti la Chiesa telefonare alle Forze dellOrdine per far allontanare gli zingari che rubano poi i portafogli!
Per la parte di rappresentanti delle istituzioni solidali con i lavavetri, possiamo facilmente capire a chi si riferisse ma, per la loro cultura, dubitiamo seriamente che vadano a lamentarsi dal parroco o dal cardinale!
Allora, Signor Sindaco di una città Italiana, la preghiamo di continuare ad operare nel bene dei cittadini della Repubblica di cui è degno rappresentante.
Ed ognuno pascoli nel suo terreno!
