La mia testimonianza su Sant’ Orso, il Santo di Aosta
Roma – Mi sono recato in visita ad Aosta dove, accompagnato da un collega che fungeva da “Cicerone”, ho visitato la città.
Aosta, fra l’altro, è famosa per la millenaria Fiera di S. Orso, che si svolge il 30 e 31 gennaio, giorni che precedono la festa liturgica del 1° febbraio, ricorrenza della morte del Santo, così ne abbiamo visitato la Chiesa, la Collegiata di S. Orso. Sant’Orso, come riporta uno studio di Antonio Borrelli, era un presbitero aostano, vissuto fra il V e l’VIII secolo; aveva il compito di custodire e celebrare, nella chiesa cimiteriale di San Pietro. “Uomo di Dio” che coniugava la preghiera continua alle opere di carità, visitando i malati, sfamando i poveri,

Mentre il mio “cicerone”, che pur vivendo ad Aosta da 50 anni non l’aveva mai fatto, attraversandolo ha provato delle grandi emozioni e sensazione di benessere mentre io, che ero afflitto da oltre un anno da un’infiammazione al polso destro con dolori lancinanti e soliti doloretti alla schiena dovuti ai servizi svolti ed alla “giovane età”, dopo aver sostato per circa 30 secondi sotto il basamento dell’altare, sono uscito dal cunicolo senza più alcun dolore. A distanza di 35 giorni, non è apparsa alcuna recidiva.
Non so come finirà, ma certamente posso assicurare i lettori che non siamo rimasti plagiati dalle voci della tradizione e che quella “diceria dei secoli scorsi”, per noi è stata ed è una realtà attuale.
