Roma, 28 gennaio 2018 – La Juventus batte 2-0Â il Chievo e ripassa in testa alla classifica della Serie A in attesa che si giochi il match fra Napoli e Bologna.
Questi i fatti. Ma dietro le ovvie constatazioni, si cela una realtĂ a dir poco sconfortante: questo calcio italico attuale è un autentica pagliacciata. Una farsa sui campi dove ormai regna il caos e, all’insegna del VAR, ognuno, a cominciare dagli arbitri,  fa il comodo suo alla faccia dell’imparzialitĂ e della giustizia.Â
L’andazzo può apparire anche spiegabile  quando uno sport cerca di uscire dal guano dove si è cacciato per l’insipienza dei propri dirigenti, federali e di club.
Il calcio italiano è sparito dal Grande Circo Mondiali. Scacciato da un regno iridato che l’ha visto da sempre attore principale. Dunque, sta pagando le proprie colpe e sicuramente , avendo toccato il fondo, troverà le energie per riprendersi nel tempo, come sembra già accadere dietro la spinta dei piccoli club.
Il 6 gennaio. Cagliari-Juventus. Al 74’, riportiamo ciò che recita  la moviola  di  SKY Sport del 7 Gennaio: “Sullo scontro aereo Benatia-Pavoletti, il VAR Banfi non è coinvolto, l’arbitro Calvarese fa un cenno con il braccio ad indicare il vantaggio, ma fortuna non lo aiuta….” Ovvero non aiuta il Cagliari perche nello sviluppo immediato  la Juve si impossessa del pallone e , mentre gli isolani si fermano alzando le braccia,  va in rete con Bernardeschi. Pavoletti viene ammonito per proteste. Nessun accenno di Fair Play da parte bianconera , come è uso d’onore in queste circostanze: palla fuori in attesa dell’intervento medico. La Juve vince 1-0.
22 gennaio, Juventus-Genoa. 16’ del primo tempo. Lo juventino Douglas Costa si scontra con Bertolacci che rimane a terra dolorante. La Juve non si ferma. L’arbitro non arresta il gioco e Douglas Costa sul rovesciamento di fronte raccoglie un assist di Mandzukic e realizza il gol della vittoria.
L’azione juventina termina in calcio d’angolo. Cacciatore è sempre a terra. L’arbitro controlla ed arrivano i soccorsi medici. Cacciatore si riprende e cerca di rischierarsi. Ma Maresca non glielo consente: prima deve uscire dal campo continuando a lasciare la squadra in nove. Alla fine,  però, si convince ed esce dal rettangolo con le braccia incrociate nel segno di prigioniero alla Mourinho.  L’allenatore portoghese forse se lo può permettere. Un giocatore del Chievo no. Così però la intende  lo staff arbitrale della partita. Per il difensore è cartellino rosso, non giallo. Si è ancora sullo 0-0 quando il Chievo  gioca l’ultima mezz’ora in nove. Ci vorranno altri 7 minuti per arrivare alla rete di Khedira. Poi il 2-0 di Higuain.
La Vecchia Signora, dunque, ha portato a casa tre vittorie contro squadre di secondo-terzo  in tre settimane grazie a circostanze davvero inusuali ed  a stranissime coincidenze.
Una manna per giornalisti e commentatori. Tante le coincidenze. Stranissimo da parte di una Signora come la Juventus   l’abitudine tutta sabauda,  di praticare solo quando fa comodo a Lai – la regola etica non scritta del Fair Play: l’arresto del gioco in caso di uomo a terra avversario.
Noi non siamo fra quelli che considerino questo uso come imperativo. Solo l’arbitro deve intervenire in caso di “uomo a terra”. Troppe infatti le sceneggiate invalse per perdere tempo.
A proposito,  Maresca aveva conteggiato 5 minuti di recupero. Ma ha chiuso la partita al 90’ “dopo aver consultato le squadre”. Evidentemente tutti d’accordo pietosamente di non infierire troppo sul povero  Chievo che difficilmente in nove avrebbe potuto realizzare qualche rete.
N.B. Ma sembra accettabile questo atteggiamento da combine mafiosa? Ed al pubblico che ha pagato chi gli rimborsa i 5 minuti di spettacolo perso? Non vogliamo citare gli scommettitori…
Fair Play. Perciò questa norma d’uso è ormai regola. Per tutti ma, guarda caso, meno che per la Signora del calcio italiano, la Juventus che per lignaggio dovrebbe essere la prima sostenitrice del Fair Play! Esemplifichiamo meglio questa   strana, diversa, visuale fra aristocrazia e volgo.  Â
Dieci minuti dopo l’episodio del Fair Play ignorato da parte juventina, il bianconero  Lichsteiner rimane  a terra accusando dolori, mentre la palla era del Chievo alla ricerca del pareggio Il 21enne centrocampista  Stephane Omeonga, con il Chievo teso a recuperare , resosi conto della situazione interrompe  l’attacco del Chievo per mettere fuori.
Si deve prendere lezioni di stile da un ragazzino ultimo arrivato dal Belgio?
Ma ritorniamo da dove si era partiti, le complici omissioni dei media su quanto accade nel calcio. Non riusciamo a capire se per insipienza  o  dolo.
Ma è possibile, dunque,  che  di fronte a tre episodi calcisticamente  e giornalisticamente importanti, nessuno degli  influenti, popolari, strapagati,  commentatori e direttori di testate abbia fatto due più due quattro e si sia tuffato sulla vicenda?
Ed , invece, cosa è emerso da questa partita? Che Higuain dopo mesi di digiuno è tornato al Gol. Celebriamo questo storico evento che testimonia il ritorno  alla forma-scudetto della Juventus e del suo cannoniere. Tenendo, però,  il popolo juventino all’oscuro del fatto  più essenziale, cioè  che Higuain in quelle condizioni di reti ne avrebbe dovuto segnare almeno dieci.
La morale finale quale è?
Che la Juventus non c’è a nessun livello. E che il Napoli, Bologna permettendo,  può davvero farcela. A patto di tenere a mente nello scontro diretto, che la Signora è senza Fair Play e … che gli arbitri non lo sanno!
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