Roma, 10 agosto 2017 – Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista “Cell Reports” e condotta tra Università dell’Iowa e Mayo Clinic, nella flora intestinale è stato scoperto un
tipo di batterio che potrebbe essere usato come terapia contro la sclerosi multipla.
La scoperta potrebbe avviare la medicina verso l’era dei “farma-microbi”, ovvero microrganismi usati come farmaci per curare malattie, dall’autismo al Parkinson.
Secondo le risultanze di recenti studi condotti su pazienti affetti da sclerosi multipla, è emerso che questi presentano alterazioni della flora intestinale e sono carenti o addirittura privi del batterio “Prevotella histicola”.
I ricercatori hanno isolato e prelevato dalla flora intestinale di soggetti sani, il batterio “Prevotella histicola” iniettandolo nell’intestino di animali affetti da sclerosi multipla. Con tale terapia, il quadro neurologico dei topolini malati è migliorato e contemporaneamente è diminuita la concentrazione delle due proteine che causano l’infiammazione, aumentando invece la concentrazione di cellule che contrastano la malattia, cellule immunitarie come i linfociti T, ‘cellule dendritiche’ e un tipo di ‘macrofago’. In relazione a questi positivi risultati, gli scienziati ritengono sia il punto di partenza per testare il batterio su pazienti con sclerosi multipla, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario va in tilt e distrugge la guaina isolante dei nervi, la mielina, determinando danni neurologici progressivi.
Joseph Murray, autore del lavoro, ha dichiarato: “Stiamo entrando in una nuova era della medicina in cui useremo i microbi come farmaci per curare malattie”.
Per l’occasione, Murray ha coniato il termine farmaco “brug”, dall’unione di ‘bug’, microbo, e ‘drug’, farmaco.
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